Italia pronta a rimuovere le norme che penalizzano l’export svizzero
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Redazione Economia
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La legge di bilancio approvata lo scorso dicembre, il cui articolo 1 comma 427 introduceva un importante sgravio fiscale per gli investimenti in beni strumentali, aveva implicitamente creato un ostacolo commerciale nei confronti dei Paesi extracomunitari, Svizzera in testa. Il meccanismo, noto come iper-ammortamento, che consente alle imprese di scaricare dall'imponibile una quota maggiorata delle spese, era stato infatti condizionato all'acquisto di beni prodotti all'interno dell'Unione europea. Una clausola, quella del "Made in UE", che di fatto escludeva dal beneficio una fetta consistente di tecnologie e macchinari di alta gamma, spingendo le aziende a orientare i propri acquisti verso mercati interni alla Ue e limitandone, al contempo, la capacità di scegliere liberamente i fornitori più competitivi a livello globale.
La svolta annunciata dal viceministro Leo
A confermare la svolta in atto è stato il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, il quale ha preannunciato l'imminente abrogazione di quel vincolo territoriale attraverso il decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0. "Al lavoro per estendere l'iperammortamento", ha dichiarato Leo, sottolineando l'obiettivo di superare limitazioni giudicate dannose per il sistema produttivo nazionale. La misura, inserita nell'ultima manovra, aveva sollevato perplessità negli ambienti economici poiché, ostacolando l'accesso a determinate filiere tecnologiche extra-europee, rischiava di rallentare il processo di innovazione e di ammodernamento delle imprese, soprattutto di quelle medio-piccole.
Il lavoro parlamentare e l'ordine del giorno della Lega
La direzione intrapresa dal governo trova un preciso riscontro nell'attività parlamentare. Giovedì 5 febbraio, infatti, è circolata una nota in cui si riferiva dell'accoglimento, da parte del Ministero dell'Economia, di un ordine del giorno presentato dalla Lega in sede di esame del decreto legge sulle PMI. "Apprezziamo che, dopo l'accoglimento del mio ordine del giorno, arrivi oggi la conferma dal Mef: via il vincolo 'Made in UE' sull'iperammortamento", ha dichiarato il parlamentare, aggiungendo che si elimina finalmente "un paletto che avrebbe penalizzato pesantemente le aziende italiane". Questo passaggio istituzionale sancisce, di fatto, l'indirizzo politico che sarà tradotto in norma tecnica, attenuando quelle interpretazioni più estensive che nei mesi scorsi si erano tentate per limitare la portata della clausola originaria.
Le implicazioni per il sistema produttivo
La rimozione del requisito territoriale avrà, come è facile intuire, ripercussioni significative sulle scelte di investimento delle imprese, liberando risorse e ampliando gli orizzonti della supply chain. Si tratta di un intervento che, mentre da un lato mira a rafforzare la competitività agevolando l'acquisto delle migliori tecnologie disponibili sul mercato globale, dall'altro normalizza i rapporti commerciali con partner storici come la Confederazione Elvetica, tradizionalmente fornitrice di beni strumentali di qualità per l'industria italiana. L'operazione, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, rappresenta dunque una correzione di rotta dettata da esigenze pragmatiche, destinata a influenzare i bilanci delle aziende e gli scambi con l'estero nei prossimi esercizi.




