A Parigi il vertice dei "volenterosi" per sostenere l'Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella cornice dell’Eliseo, a Parigi, si è aperto oggi il summit voluto dal presidente francese Emmanuel Macron, che riunisce una trentina di Paesi – tra cui l’Italia, rappresentata dalla premier Giorgia Meloni – con l’obiettivo di coordinare il sostegno all’Ucraina in un momento cruciale del conflitto. Tra i partecipanti, oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky – giunto ieri sera nella capitale francese – figurano il neoeletto premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il vicepresidente turco Cevdet Yilmaz, insieme ai vertici dell’Unione Europea e della Nato.

L’iniziativa, definita informalmente dei "volenterosi", punta a consolidare una coalizione di Stati disposti a garantire assistenza militare, economica e diplomatica a Kiev, anche in vista di un possibile cessate il fuoco, che segnerebbe una svolta dopo oltre due anni di guerra. Un conflitto scatenato dall’invasione russa del 24 febbraio 2022, che ha destabilizzato gli equilibri europei, ridisegnando confini e alleanze in modo irreversibile.

Al centro dei colloqui, oltre alla definizione di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, c’è anche la proposta franco-tedesca di dispiegare una missione di pace, seppur in assenza di un accordo formale con Mosca. Una prospettiva che, sebbene ancora vaga, dimostra la volontà di alcuni alleati di assumere un ruolo più diretto, senza attendere l’evolversi delle trattative internazionali.

Zelensky, accolto con un protocollo riservato di solito ai capi di Stato in visita ufficiale, ha ribadito la necessità di un sostegno continuo, mentre la Russia – esclusa dal vertice – ha già bollato l’iniziativa come una provocazione, denunciando l’intenzione occidentale di prolungare le ostilità. Intanto, la presenza di figure come il segretario generale della Nato Mark Rutte e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sottolinea il peso politico dell’evento, che potrebbe influenzare i prossimi passi della risposta atlantica.

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