La svolta dell'Onu sulle mappe geografiche: l'Africa torna alle sue reali dimensioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per quasi cinque secoli abbiamo osservato il pianeta attraverso una lente distorta, con un planisfero che suggeriva, silenziosamente ma con efficacia, una gerarchia visiva in cui alcune porzioni del globo sembravano contare più di altre. Guardando i mappamondi tradizionali appesi nelle aule scolastiche o stampati sui libri di testo, l'Africa appare visivamente molto più piccola di quanto sia in realtà; la Groenlandia, per fare un esempio paradossale, sembra avere quasi le stesse dimensioni del continente africano, nonostante quest'ultimo sia circa quattordici volte più esteso.

Questa distorsione, che ha plasmato l'immaginario di generazioni di studenti e cittadini, potrebbe presto essere ridimensionata grazie a una svolta storica nell'ambito della cartografia globale, approvata in seno alle Nazioni Unite.

La risoluzione che ridisegna il mondo

L'approvazione della nuova mappa, pensata per restituire all'Africa le sue reali, enormi dimensioni, arriva al termine di un percorso promosso dall'Unione Africana, che da tempo sollecitava una correzione delle rappresentazioni ufficiali.

L'obiettivo della risoluzione è quello di promuovere una rappresentazione della Terra più fedele alle superfici reali dei continenti, abbandonando la proiezione di Mercatore, il metodo introdotto nel 1569 che, per necessità tecniche legate alla navigazione, finiva per ingrandire progressivamente le aree vicino ai poli e comprimere quelle situate all'equatore, come appunto il continente africano.

La decisione dell'organismo internazionale, giunta in un momento storico in cui la geografia non è più solo una questione di coordinate ma anche di narrazioni e identità, ha quindi sancito un via libera alla transizione verso un nuovo standard cartografico.

Il voto contrario degli Stati Uniti

Se da un lato la comunità internazionale ha accolto con favore la scelta di correggere una distorsione secolare, dall'altro l'adozione della misura non è stata priva di attriti. Gli Stati Uniti, rappresentati al tavolo dell'Onu, hanno espresso un voto contrario alla risoluzione, mostrando una posizione in controtendenza rispetto al resto dei paesi membri.

Questa opposizione, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni ufficiali, appare in netto contrasto con le politiche di marketing geografico promosse dall'amministrazione Trump, che nelle scorse settimane aveva invece caldeggiato correzioni toponomastiche su scala minore, come la ridenominazione del Golfo del Messico in "Golfo d'America" o la modifica del nome di un lago al confine con il Canada, sempre secondo la stessa linea politica.

La posizione statunitense ha quindi sollevato interrogativi sulla coerenza della strategia estera americana, che si è detta favorevole a modifiche geografiche quando queste riguardano l'egemonia culturale degli Stati Uniti, ma ha opposto resistenza di fronte a un intervento che ridimensiona la percezione visiva di un intero continente.

Le implicazioni di una cartografia fedele

La scelta di adottare mappe più eque non è un mero esercizio tecnico o accademico, ma porta con sé profonde implicazioni educative e simboliche. La mappa del mondo, infatti, non si limita a descrivere la realtà fisica, ma contribuisce a costruirla, influenzando la percezione che le persone hanno delle rispettive nazioni e del loro peso specifico sulla scena globale. Chi disegna il mondo, in un certo senso, decide anche chi lo abita, lo guida o lo immagina, e la decisione dell'Onu di correggere quella che per anni è stata una deformazione strutturale mira a riequilibrare questa dinamica.

Per l'Africa, che per secoli è stata penalizzata dalla proiezione di Mercatore, il via libera alla nuova rappresentazione significa riprendere il proprio peso reale non solo sul piano geografico, ma anche su quello simbolico, restituendo agli studenti africani e del resto del mondo una percezione più corretta della vastità del continente.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.