Pos e registratori telematici, franchigia del 5% per gli errori di trasmissione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al Decreto Omnibus, completando l’attuazione della delega fiscale. Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di una soglia di tolleranza, una franchigia, sugli errori che si possono verificare nel collegamento tra i terminali Pos e i registratori telematici. Una misura che risponde alle richieste delle associazioni di categoria e che mira a rendere più equilibrato il sistema di contrasto all’evasione, tutelando gli esercenti da sanzioni ritenute sproporzionate per piccoli e fisiologici disallineamenti.

Una doppia protezione: la soglia del 5% per le discrepanze

Il cuore dell'intervento normativo è la definizione di una franchigia che protegge i commercianti da un doppio fronte sanzionatorio. Da un lato, scatta la protezione dalla sanzione amministrativa pecuniaria – quella che prevede una multa di 100 euro per ogni trasmissione errata o omessa, fino a un massimo di 1.000 euro a trimestre – e dall’altro la protezione dalla sanzione accessoria, ben più temibile, che prevede la sospensione temporanea della licenza in caso di violazioni ripetute, con la possibilità di uno stop da tre giorni a un mese dopo quattro scostamenti in cinque anni.

La regola è chiara: la sanzione non scatterà se lo scostamento tra il numero di operazioni registrate come pagamenti elettronici e il numero di pagamenti elettronici effettivamente accettati resta entro il limite del 5%. Un meccanismo che, nelle intenzioni del legislatore, serve a distinguere le irregolarità fisiologiche e occasionali da comportamenti che, invece, possono celare un intento evasivo più strutturato.

Come si calcola lo scostamento e cosa non copre la franchigia

Un passaggio fondamentale per comprendere la portata della norma è la modalità di calcolo della franchigia. La tolleranza del 5% non si applica al valore economico complessivo delle transazioni, ma al numero delle operazioni effettuate con pagamento elettronico. Questo significa che se, ad esempio, in una giornata vengono effettuati 100 pagamenti con carta, sarà necessario che almeno 95 di questi vengano registrati correttamente nel sistema dei corrispettivi per rientrare nella soglia di tolleranza. Lo scostamento si calcola quindi sul numero di transazioni, non sull'importo incassato.

È altrettanto importante sottolineare che questa franchigia non costituisce un condono o una scappatoia per chi non rispetta le regole. La protezione offerta dalla soglia del 5% decade immediatamente se la discrepanza supera il limite, o se l’irregolarità ha un effetto concreto sulla corretta determinazione dell’imposta dovuta. Inoltre, la nuova disciplina non sanziona in alcun modo l’eventuale mancato collegamento tra i dispositivi, che resta una violazione autonoma e grave.

Il contesto: uno strumento anti-evasione di successo

L’introduzione di questa franchigia non deve far dimenticare l’efficacia dello strumento a cui si applica. L'obbligo di associare logicamente ogni Pos a un registratore telematico, divenuto pienamente operativo dal 5 marzo 2026, si è rivelato uno dei presidi anti-evasione più potenti degli ultimi anni. Dati ufficiali parlano di oltre 9 miliardi di euro di fatturato in precedenza sommerso che sono emersi nei primi sei mesi di applicazione della norma, un numero che certifica il successo della strategia di digitalizzazione voluta dal Governo.

La decisione di introdurre una soglia di tolleranza, accolta con favore da organizzazioni come Confcommercio, rappresenta quindi un necessario correttivo di buon senso. La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino ha sottolineato come la misura, che tutela in particolare i piccoli esercizi, vada nella direzione di rendere il meccanismo di controllo più sostenibile per gli operatori, evitando che errori o limitati disallineamenti tecnici si traducano automaticamente in pesanti sanzioni, affermando un principio di proporzionalità e buon senso.

Un equilibrio tra controllo e proporzionalità

L’intervento del Decreto Omnibus segna quindi un punto di equilibrio tra l'esigenza di mantenere un sistema di controlli fiscali efficace e la necessità di non gravare eccessivamente sulle attività economiche. Il meccanismo dell'incrocio dei dati, che ha già dato prova della sua utilità, resta un cardine della lotta all'evasione, ma il margine di errore concesso ricalibra il rapporto tra Fisco e contribuente.

L'obiettivo è quello di prevenire contestazioni per quelle che vengono definite 'differenze fisiologiche' – errori di battitura, problemi di connessione, conti divisi tra più clienti o cambi di metodo di pagamento all'ultimo momento – che rappresentano una realtà quotidiana per molti esercenti, specialmente quelli con un elevato volume di operazioni di piccolo importo. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, questa modifica normativa si configura come un passo significativo per migliorare l'applicazione di una delle norme fiscali più innovative e discusse degli ultimi anni.

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