Il governo vara lo scudo ‘Salva condomini’ per mettere al riparo i proprietari incolpevoli dalle maglie del Superbonus

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’esecutivo, si apprende da fonti tecniche, starebbe mettendo a punto una misura destinata a cambiare le carte in tavola per migliaia di proprietari immobiliari, quelli che, dopo aver fatto accesso al Superbonus, si trovano oggi esposti al rischio di contestazioni fiscali per errori dei quali, di fatto, non hanno alcuna responsabilità diretta. Si tratta di una norma, ribattezzata “Salva condomini”, che dovrebbe trovare spazio all’interno del decreto fiscale atteso per i prossimi giorni, e il cui meccanismo cardine ruota attorno al concetto di tutela della buona fede. L’architrave normativo che ha retto l’impalcatura del 110% ha spesso finito per far ricadere sul committente, fosse esso un singolo proprietario o un intero condominio, le conseguenze di vizi tecnici, asseverazioni non conformi o irregolarità commesse da professionisti e imprese, un paradosso che il legislatore tenta ora di sanare -1.

Il cuore della proposta, che gli uffici competenti stanno definendo nei dettagli operativi, prevede la possibilità per il contribuente in buona fede di chiudere ogni pendenza con l’Agenzia delle Entrate attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva. In pratica, invece di essere chiamato a restituire l’intero ammontare della detrazione fruita, maggiorato di sanzioni e interessi come prevedrebbe la procedura ordinaria in caso di decadenza dal beneficio, il cittadino potrebbe definire la propria posizione versando una somma ridotta, un importo cioè calcolato in percentuale sul credito contestato. Si tratterebbe, a tutti gli effetti, di una sanatoria pensata per disinnescare il potenziale contenzioso di massa che altrimenti rischierebbe di paralizzare le commissioni tributarie, offrendo una via di fuga a chi, come spesso accade nei cantieri condominiali, si è trovato in balìa di eventi e inadempienze altrui -1.

Le maglie della sanatoria tra lavori incompiuti e difformità tecniche

L’intervento del governo, stando alle bozze in circolazione, dovrebbe coprire un ventaglio piuttosto ampio di casistiche critiche, quelle che più frequentemente stanno emergendo nel corso dei controlli e che rappresentano un grattacapo per i tecnici e gli amministratori. Un primo, rilevantissimo capitolo riguarda i lavori non completati: il mancato termine dell’intervento o il mancato raggiungimento del prescritto salto di due classi energetiche, un requisito imprescindibile per il Superbonus, comporta automaticamente la decadenza dall’agevolazione; la sanatoria permetterebbe di evitare la restituzione dell’intero importo, regolarizzando la posizione con il pagamento di quella quota parte. Un secondo ambito di applicazione dello scudo riguarda le contestazioni sugli stati di avanzamento lavori, laddove la contabilizzazione riguardasse materiali consegnati ma non ancora posati in opera, una difformità formale che oggi può costare cara al condominio -1.

Oltre ai condomini, l’attenzione del legislatore si è concentrata anche sulla posizione dei cosiddetti general contractor. Per queste imprese, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di verifiche mirate a contestare la non detraibilità del mark-up, vale a dire quella differenza tra quanto fatturato al committente e quanto effettivamente pagato ai subappaltatori che costituisce il compenso per l’attività di coordinamento. Per evitare un ulteriore blocco dei cantieri e il moltiplicarsi di cause, si starebbe valutando una norma ad hoc che consenta a questi operatori di riversare all’Erario le sole imposte non versate su tali margini, senza la aggravio di sanzioni e interessi, riconoscendo di fatto la buona fede di chi ha operato secondo schemi contrattuali che, all’epoca, erano considerati prassi consolidata -1.

L’obiettivo che l’esecutivo si prefigge con questo intervento correttivo è duplice e piuttosto chiaro: da un lato, si vuole proteggere il cittadino comune, anello debole di una catena progettuale complessa, dall’altro, si mira a mettere un punto fermo sulla stagione del Superbonus, definendo una volta per tutte le pendenze e riducendo il carico di lavoro per la giustizia tributaria. Restano ora da sciogliere i nodi tecnici relativi all’entità di questa imposta sostitutiva, la cui percentuale sarà cruciale per determinare la reale portata della misura, ma la direzione intrapresa dal governo sembra ormai tracciata. La nuova norma, se approvata nei termini ipotizzati, rappresenterebbe un cambio di paradigma nel rapporto tra Fisco e contribuente per tutto ciò che concerne la maxi-agevolazione, spostando l’asse della responsabilità laddove effettivamente risiedono le competenze tecniche -1.

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