Lavori vietati nelle ore più calde: la Sardegna e le Marche blindano i cantieri e i campi contro il colpo di calore
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Redazione Interno
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La stagione estiva porta con sé non solo il turismo e il mare, ma anche un rischio concreto per chi, per lavoro, è costretto a rimanere all'aperto sotto il sole. Per arginare i pericoli legati allo stress termico, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e il presidente delle Marche Francesco Acquaroli hanno firmato ordinanze che limitano le attività lavorative nelle ore più bollenti della giornata.
Due provvedimenti che, con tempistiche leggermente diverse, puntano a tutelare i lavoratori dei settori più esposti al caldo africano che in queste settimane sta interessando la penisola.
L'ordinanza in Sardegna e quella nelle Marche: tempistiche e settori interessati
Il provvedimento sardo, firmato da Todde, è già operativo con effetto immediato e resterà in vigore fino al 31 agosto. Il blocco scatta dalle 12:30 alle 16:00 e riguarda i comparti agricolo, florovivaistico, edile e impiantistico. Un provvedimento analogo è stato adottato dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, che ha scelto di far entrare in vigore l'ordinanza a partire dal 24 giugno, per concludersi anch'essa il 31 agosto 2026, con le stesse fasce orarie di divieto ma con un perimetro che si allarga alla logistica e alle attività nei porti.
In entrambi i casi, il cuore della misura è il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di particolare esposizione al sole durante le ore centrali della giornata, quelle in cui i raggi solari raggiungono il loro picco di intensità.
Il ruolo della piattaforma Worklimate per la valutazione del rischio termico
Le due ordinanze, pur nella loro autonomia, condividono un meccanismo di attivazione basato su dati oggettivi: non si tratta di uno stop automatico e indiscriminato, ma di una limitazione che scatta solo in determinate condizioni climatiche. Il parametro di riferimento è fornito dalla piattaforma Worklimate, uno strumento di monitoraggio che segnala il livello di rischio da stress termico. In particolare, il divieto di lavorare nelle fasce orarie indicate viene applicato nei giorni e nelle zone in cui la piattaforma, per le ore 12:00, indica un livello di rischio "alto".
Questo sistema consente di adattare le misure di sicurezza alle effettive condizioni meteo, evitando blocchi inutili nelle giornate meno torride e concentrando l'attenzione sui momenti di reale pericolo per la salute dei lavoratori.
I settori coinvolti e la protezione dei lavoratori stagionali
I comparti interessati dai provvedimenti rappresentano alcuni dei settori produttivi più importanti per le rispettive regioni e, allo stesso tempo, quelli in cui l'esposizione al sole è un rischio professionale difficile da evitare. Nell'edilizia e nell'impiantistica, i lavoratori sono spesso impegnati su cantieri all'aperto, dove le superfici metalliche e i materiali da costruzione amplificano la percezione del calore.
Nel comparto agricolo e florovivaistico, invece, la raccolta e la cura delle piante impongono tempi dettati dal ciclo naturale delle colture, rendendo particolarmente complessa la gestione delle pause nei momenti di maggiore insolazione.
La decisione dei due presidenti di intervenire con un'ordinanza specifica, dunque, risponde alla necessità di coniugare la produttività con la tutela della salute, cercando di ridurre il più possibile i casi di malore dovuti alle alte temperature che, negli ultimi anni, si sono verificati con preoccupante frequenza anche a causa dell'aggravarsi dei fenomeni climatici estremi.
Un quadro normativo in evoluzione per contrastare il caldo estremo
Le misure adottate dalla Sardegna e dalle Marche si inseriscono in un dibattito più ampio, che riguarda la sicurezza sul lavoro in relazione ai cambiamenti climatici. L'emergenza caldo non è più un fenomeno occasionale, ma una costante delle estati italiane, e gli infortuni legati allo stress termico rappresentano una voce importante nella casistica degli incidenti professionali.
L'utilizzo di piattaforme come Worklimate per la valutazione del rischio rappresenta un passo avanti verso una gestione più scientifica e meno improvvisata delle emergenze, anche se le ordinanze regionali, per la loro natura temporanea, lasciano aperto il problema di una regolamentazione strutturale a livello nazionale. Per il momento, fino al 31 agosto, nei cantieri e nei campi di Sardegna e Marche scatterà il semaforo rosso quando il sole sarà allo zenit, con l'obiettivo di far rientrare i lavoratori all'ombra e al riparo dai colpi di calore che, quest'anno, si temono particolarmente intensi.




