Starmer rilancia il riarmo britannico: "La Russia è una minaccia, servono sottomarini nucleari e più spesa"
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Redazione Esteri
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Il governo laburista di Keir Starmer ha formalizzato la revisione della strategia militare del Regno Unito, orientandola esplicitamente verso un potenziale conflitto con la Russia, definita dal premier "la principale minaccia" alla sicurezza nazionale. Presentando il piano a Glasgow, dove ha sede la base dei sottomarini nucleari britannici, Starmer ha annunciato la costruzione di dodici nuovi sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, destinati a sostituire gli attuali modelli della classe Astute, e il potenziamento della flotta di bombardieri.
"Vogliamo una Gran Bretagna più forte e più sicura, pronta a combattere con mezzi moderni", ha dichiarato il primo ministro, sottolineando l’intenzione di aumentare la spesa per la difesa fino al 3% del Pil. Un impegno che, se confermato, segnerebbe una delle più significative riorganizzazioni delle forze armate dal periodo post-Guerra Fredda. "Siamo di fronte a Stati ostili dotati di capacità avanzate", ha aggiunto, senza nascondere il riferimento a Mosca, accusata di alimentare tensioni globali.
La decisione arriva in un momento di crescente instabilità internazionale, con il Regno Unito che – pur mantenendo il suo tradizionale allineamento alla Nato – sembra voler assumere un ruolo più autonomo nella deterrenza strategica. I nuovi sottomarini, armati con missili convenzionali ma progettati per essere equipaggiati anche con testate atomiche, rappresentano il fulcro di questa politica, che punta a garantire una risposta rapida ed efficace a eventuali aggressioni.
Starmer, visitando i cantieri navali della BAE Systems, ha ribadito l’urgenza di "mobilitare la nazione" verso un obiettivo comune, definendo la "prontezza bellica" una priorità irrinunciabile. Le sue parole, però, sollevano interrogativi sugli equilibri geopolitici, soprattutto alla luce della rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca, con cui Londra dovrà coordinarsi per evitare escalation pericolose.
Intanto, la Scozia – dove è concentrata gran parte della capacità nucleare britannica – si conferma un territorio chiave per la difesa del Regno Unito, nonostante le tensioni con il governo autonomo di Edimburgo, storicamente critico verso il disarmo. Un contrasto che, sebbene marginale nel dibattito sulla sicurezza, potrebbe riemergere con forza se la strategia di Starmer incontrasse resistenze locali.




