Starmer alza la posta contro Putin, ma il riarmo britannico nasconde altre priorità

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non passa giorno senza che il governo di Keir Starmer ribadisca la necessità di un rafforzamento militare per contrastare la Russia di Vladimir Putin. Eppure, dietro la retorica della difesa collettiva, si intravede una strategia più complessa, legata non solo alle minacce esterne ma anche a precise scelte industriali e tecnologiche.

L’annuncio di un investimento da 5 miliardi di sterline – di cui 4 destinati a droni e sistemi autonomi e 1 al laser DragonFire – conferma l’intenzione del Regno Unito di modernizzare le proprie forze armate. Il sistema DragonFire, che sarà operativo sui cacciatorpediniere Type 45 entro il 2027, rappresenta una risposta alla proliferazione di droni, diventati un’arma chiave nei teatri ucraino e mediorientale. La Strategic Defence Review, ispirata dalle valutazioni dell’ex segretario Nato George Robertson, spinge Londra verso una militarizzazione avanzata, presentata come inevitabile per prevenire un’ipotetica escalation con Mosca.

Tuttavia, il timing di queste mosse solleva interrogativi. L’attentato terroristico in Russia, attribuito a Kiev, ha offerto il pretesto per accelerare misure già in cantiere, spacciandole per reazioni difensive. Se da un lato il governo Starmer insiste sulla minaccia russa, dall’altro è chiaro che il riarmo risponde anche a logiche di competitività industriale e di posizionamento geopolitico. Il Regno Unito, che sotto Boris Johnson fu tra i primi a sostenere militarmente l’Ucraina, oggi punta a consolidare il suo ruolo nella Nato attraverso tecnologie d’avanguardia, garantendosi al tempo stesso commesse miliardarie per l’apparato militare-industriale.

Resta da chiedersi chi pagherà il conto. L’aumento della spesa militare, giustificato con la necessità di "prepararsi alla guerra", rischia di scaricarsi sui contribuenti in un momento di stagnazione economica. Senza contare che, mentre Londra annuncia nuovi sottomarini d’attacco e laser anti-droni, le tensioni con Mosca potrebbero crescere ulteriormente, innescando una spirale difficile da controllare.

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