Juliette Binoche presidente della giuria a Cannes 2025
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Juliette Binoche, una delle figure più iconiche del cinema contemporaneo, è stata nominata presidente della giuria della 78esima edizione del Festival di Cannes, in programma dal 13 al 24 maggio 2025. La scelta, annunciata martedì mattina, conferma il legame indissolubile tra l’attrice francese e la prestigiosa manifestazione cinematografica, che l’ha vista protagonista per quasi quattro decenni. Binoche, che ha definito l’incarico “un onore e una responsabilità”, ha espresso gratitudine per il ruolo, sottolineando l’importanza di affrontarlo con umiltà e dedizione.
La storia di Binoche con Cannes inizia nel 1985, quando debuttò sul grande schermo nel film Rendez-vous di André Téchiné, pellicola che valse al regista il premio per la miglior regia in quell’edizione del festival. Da allora, la sua carriera è stata costellata di presenze sulla Croisette, dove ha presentato alcuni dei suoi lavori più significativi e ricevuto riconoscimenti prestigiosi. Tra questi, spicca la Palma d’oro alla carriera, consegnatale nel 2023, momento in cui, avvolta in un abito rosso di Dior, non riuscì a trattenere l’emozione.
Quella di Binoche è una carriera straordinaria, che l’ha portata a conquistare l’ambita “tripletta” del cinema: il premio come miglior attrice a Cannes per Copie conforme (2010), il César per Trois couleurs: Bleu (1993) e l’Oscar come miglior attrice non protagonista per Il paziente inglese (1996). Una filmografia che riflette non solo il suo talento poliedrico, ma anche la capacità di scegliere ruoli complessi e sfaccettati, spesso in collaborazione con registi visionari.
La nomina di Binoche rappresenta un ulteriore passo avanti per il Festival di Cannes, che per il secondo anno consecutivo affida la presidenza della giuria a una donna. Dopo Greta Gerwig, che ha guidato i giurati nel 2024, l’attrice francese incarna una figura di spicco nel panorama internazionale, capace di coniugare autorevolezza e sensibilità artistica. La sua esperienza, unita alla profonda conoscenza del mondo del cinema, la rende una scelta ideale per guidare una giuria chiamata a valutare opere provenienti da ogni angolo del globo.




