Trump attacca il Wall Street Journal e Murdoch: causa da 10 miliardi per l’articolo su Epstein

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i sondaggi interni al Partito Repubblicano lo danno in ascesa, con percentuali che sfiorano il 95%, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di passare al contrattacco contro chi, a suo dire, ha diffuso “fake news” per danneggiarlo. La causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari, presentata al tribunale federale di Miami, riguarda un articolo del Wall Street Journal – di proprietà del magnate Rupert Murdoch – che riportava presunti legami tra Trump e il finanziere Jeffrey Epstein, condannato per pedofilia e morto in carcere nel 2019 in circostanze mai del tutto chiarite.

“Abbiamo intentato un procedimento contro tutti quelli coinvolti nella pubblicazione di un articolo falso, malevolo e diffamatorio”, ha scritto Trump sul suo social Truth, definendo il Wsj un “inutile giornale”. La querelle giudiziaria si aggiunge a una guerra personale tra due figure che, per decenni, hanno dominato l’arena mediatica e politica: da un lato Murdoch, padrone di un impero editoriale, dall’altro Trump, che ha trasformato la propria immagine pubblica in un’arma di consenso.

I rapporti tra l’attuale presidente e Epstein, per quanto smentiti più volte dalla difesa di Trump, sono stati documentati da fotografie, testimonianze e persino aneddoti imbarazzanti. Tra questi, una serata a Mar-a-Lago nel 2003, durante la quale Epstein avrebbe organizzato un incontro con 28 ragazze, alcune minorenni. L’articolo incriminato dal Wsj citava inoltre un disegno osceno – una donna nuda – che Trump avrebbe regalato al finanziare per il suo cinquantesimo compleanno.

Quella tra Murdoch e Trump è una battaglia tra giganti, entrambi abituati a resistere agli scandali e a ribaltare le situazioni più critiche. Se il primo ha permesso alla sua testata di pubblicare dettagli scottanti, il secondo ha reagito con una mossa legale senza precedenti, puntando a colpire non solo il giornale ma l’intero gruppo editoriale. Intanto, i numeri dei sondaggi repubblicani sembrano dargli ragione: l’affaire Epstein, secondo Trump, è stato “smascherato come una bufala” dai Democratici, e l’effetto sui suoi sostenitori è stato un’ulteriore impennata del consenso.

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