Hamas libererà tre ostaggi sabato, tra tensioni e attesa
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Redazione Esteri
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Il rilascio di tre ostaggi, previsto per sabato, riaccende i riflettori su una vicenda che tiene da mesi in sospeso Israele e la Striscia di Gaza. Sasha Troufanov, cittadino russo-israeliano, sarà liberato a Khan Yunis, nel sud della Striscia, dove è stato trattenuto dalla Jihad islamica. Gli altri due, Sagui Dekel Chen, israeliano-americano, e Iair Horn, israeliano-argentino, sono invece nelle mani di Hamas e verranno rilasciati in un’altra località. Tutti e tre facevano parte dei superstiti del kibbutz Nir Oz, teatro di uno degli episodi più drammatici del conflitto scoppiato il 7 ottobre 2023, quando Hamas sferrò un attacco senza precedenti contro Israele, catturando decine di persone.
La notizia del rilascio arriva in un momento di forte tensione, non solo a Gaza ma anche in Libano, dove sciiti e forze dell’Unifil si scontrano in un’escalation che rischia di destabilizzare ulteriormente la regione. Intanto, a Tel Aviv, migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere il ritorno a casa di tutti gli ostaggi ancora prigionieri, in un clima di attesa e preoccupazione che non accenna a placarsi.
Proprio in queste ore, il capo di Stato maggiore uscente, Herzi Halevi, ha fatto un passo inedito, assumendosi la responsabilità della cattura di quattro giovani reclute – Naama Levy, Agam Berger, Liri Albag e Karina Ariev – durante l’assalto alla base di Nahal Oz. «Abbiamo sbagliato a non prendervi sul serio», ha dichiarato Halevi, riferendosi agli avvertimenti lanciati dalle soldate mesi prima dell’attacco, rimasti inascoltati. Le quattro, liberate nelle scorse settimane grazie all’accordo mediato dagli Stati Uniti, hanno portato alla luce una serie di negligenze che hanno scosso l’opinione pubblica israeliana.
Donald Trump, da parte sua, ha esortato Hamas a liberare «tutti gli ostaggi questo sabato», in una dichiarazione che ha aggiunto ulteriore pressione internazionale sul gruppo islamista. Tuttavia, al di là delle parole, ciò che conta è l’effettiva implementazione dell’accordo, che prevede il rilascio graduale dei prigionieri in cambio di una tregua e di altre concessioni.




