Crédit Agricole blinda Banco Bpm: «Nulla può essere fatto senza di noi»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Clotilde L’Angevin, direttore generale aggiunto di Crédit Agricole con delega su Finanza e Pianificazione, ha parlato chiaro mercoledì 23 settembre nel corso di un’intervista a Cnbc da Londra. Il gruppo francese detiene il 29,3% di Banco Bpm e non ha alcuna intenzione di lasciare che il dossier milanese venga deciso altrove. «La nostra è una posizione forte perché siamo in una situazione in cui possiamo difendere i nostri interessi. Nulla può essere fatto senza di noi.

Nulla può essere fatto contro di noi», ha dichiarato la manager, precisando che Parigi non ha fretta: «Siamo anche pazienti, perché in Italia ragioniamo davvero nel lungo termine».

Un secondo mercato domestico

L’Italia, del resto, non è per Crédit Agricole una piazza qualunque. «L’Italia è il nostro secondo mercato domestico, quindi per noi è molto importante. Tutte le nostre attività sono presenti in Italia. Il 20% dei nostri utili viene dall’Italia e metà di questo arriva dalla nostra banca retail», ha spiegato L’Angevin, rivendicando la solidità di una presenza costruita nel tempo e la centralità delle partnership industriali attive con Banco Bpm nel credito al consumo e nell’assicurazione.

Lo scenario preferito

Tra le opzioni sul tavolo, la manager ha indicato con chiarezza quella che il gruppo guarda con maggiore interesse: «Ovviamente uno scenario interessante, molto interessante per noi, sarebbe una combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, che genererebbe sinergie». Si tratta di un’ipotesi già emersa in passato e mai abbandonata, che consentirebbe al gruppo francese di integrare le proprie attività italiane con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna, rafforzando una presenza che Parigi considera strategica e di lungo periodo.

Il risiko e le mosse degli altri

La presa di posizione di Crédit Agricole arriva mentre il consolidamento bancario italiano è entrato in una fase particolarmente intensa. Banca Monte dei Paschi di Siena ha depositato presso la Consob i documenti relativi alle due offerte pubbliche di scambio promosse su Banco Bpm e Banca Generali, con un concambio fissato rispettivamente a 1,567 e 6,958 azioni di nuova emissione per ciascun titolo portato in adesione.

L’operazione su Piazza Meda, in particolare, si scontra con la posizione del primo azionista francese, che secondo quanto filtra avrebbe giudicato poco attraente l’offerta senese.

Dialoghi e indiscrezioni

Sul dossier Banco Bpm si sono accavallate nelle ultime settimane anche le indiscrezioni su un possibile dialogo tra UniCredit e Crédit Agricole per valutare un intervento congiunto. Le due banche non hanno commentato, ma l’ipotesi ha contribuito a spingere il titolo di Piazza Meda in cima al Ftse Mib, con un rialzo del 4,3% nella seduta di lunedì 21 settembre, a 16,37 euro.

Il mercato sconta che qualsiasi scenario sul futuro di Banco Bpm debba inevitabilmente fare i conti con la quota detenuta da Parigi e con la volontà del gruppo di sedersi al tavolo delle trattative da protagonista.

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