Nordio sul caso Garlasco: «Irrazionale condannare dopo due assoluzioni»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «È irrazionale che dopo una o due sentenze di assoluzione si arrivi a una condanna senza nemmeno rifare l’intero processo». Con queste parole, pronunciate durante la trasmissione Zona Bianca su Rete 4, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha commentato l’evoluzione giudiziaria del caso Garlasco, pur mantenendo un tono generale. Il riferimento, tuttavia, appariva chiaro: la vicenda di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi nonostante precedenti assoluzioni.

A sostenere la posizione del ministro è intervenuto l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio – indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sullo stesso delitto – il quale ha dichiarato di condividere «pienamente» le affermazioni di Nordio. «Come ho già detto più volte», ha aggiunto Lovati, «Stasi è innocente». Una presa di posizione netta, che riapre il dibattito su un caso giudiziario che da anni divide magistrati e opinione pubblica.

Già pochi giorni prima, il 19 maggio, Nordio aveva affrontato l’argomento con maggiore cautela, durante un convegno sull’intelligenza artificiale al Palazzo di giustizia di Milano. «Quando c’è un’inchiesta in corso, da ex magistrato e da ministro della Giustizia non posso, non devo e non voglio intervenire», aveva precisato, pur lasciando intendere una certa perplessità sul funzionamento del sistema. «In linea generale», aveva osservato, «una volta si diceva che il tempo è padre di verità, ma molto spesso il tempo è padre di oblio».

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