A Curaçao, un Airbus JetBlue sfiora la collisione con un aerocisterna militare Usa
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Redazione Esteri
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Un volo commerciale, partito dalla piccola isola caraibica e diretto verso New York, ha rischiato di trasformarsi in una sciagura aerea di proporzioni internazionali quando, durante la delicata fase di salita, si è trovato improvvisamente di fronte un velivolo militare. L’Airbus A320 della compagnia americana JetBlue, che aveva appena lasciato la pista di Curaçao, ha dovuto interrompere bruscamente la propria ascesa per evitare lo scontro con un aerocisterna dell’aviazione degli Stati Uniti. L’episodio, che si è verificato il 12 dicembre scorso, è ora al centro di un’indagine approfondita da parte delle autorità federali americane, le quali stanno esaminando le dinamiche di un evento che ha messo in luce possibili criticità nella gestione del traffico aereo in quella porzione di cielo.
Il racconto dai cockpit e la ricostruzione dei fatti
Dalle prime ricostruzioni, basate sulle registrazioni delle comunicazioni tra i piloti e i controllori di volo, emerge un quadro di allarme e confusione. Il pilota del velivolo commerciale, infatti, ha accusato in modo netto l’equipaggio dell’aereo militare di aver attraversato la sua traiettoria senza preavviso, compiendo una manovra giudicata pericolosa. “È assurdo, ci siamo ritrovati davanti un aereo non identificato che ci ha sfiorato”, ha dichiarato uno dei comandanti, sottolineando come il velivolo cisterna, operante con il transponder spento, non comparisse sui radar di bordo, rendendolo di fatto un fantasma nello spazio aereo condiviso. Questa invisibilità elettronica, che priva i controllori e gli altri aerei di dati essenziali su quota e posizione, ha trasformato una situazione di routine in un potenziale disastro evitato per un soffio.
Il contesto geopolitico e l’altro volo da Curaçao
L’incidente, per quanto grave di per sé, si inserisce in uno scenario geopolitico già teso, dove l’isola di Curaçao rappresenta un crocevia strategico. Proprio da quella stessa isola, infatti, nei giorni scorsi ha preso il via un altro viaggio straordinario, sebbene di natura completamente diversa: quello di un’oppositrice del regime venezuelano, fuggita in segreto dal suo Paese a bordo di una barca da pesca per raggiungere Curaçao e da lì imbarcarsi su un volo per l’Europa. Questi due episodi, che si sono svolti a poca distanza di tempo l’uno dall’altro, benché indipendenti, mostrano come la zona sia percorsa da rotte tanto aeree quanto politiche, dove la sorveglianza e il controllo dello spazio risultano elementi critici e, talvolta, fragili.
Le indagini in corso e le responsabilità
Le autorità preposte all’indagine dovranno ora accertare le precise responsabilità tecniche e operative dell’accaduto, valutando perché i protocolli per la separazione del traffico aereo non siano stati sufficienti a prevenire il rischio di collisione. L’ipotesi che un aereo militare operi senza trasponditore acceso in prossimità di un aeroporto civile solleva interrogativi stringenti sulle procedure di coordinamento. Gli investigatori, ascoltando tutte le parti coinvolte e analizzando i dati di volo, dovranno ricostruire ogni singolo passaggio per comprendere come sia potuto succedere che due velivoli si siano trovati sulla stessa rotta, costringendo il comandante dell’Airbus a una manovra evasiva d’emergenza che ha scongiurato, per un margine ridottissimo, un esito tragico.




