La maledizione di Pompei colpisce ancora
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Redazione Interno
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Una turista inglese, dopo aver sottratto alcuni reperti dal sito archeologico di Pompei, ha restituito gli oggetti rubati a causa di una presunta "maledizione". La giovane, che si è ammalata di cancro, ha inviato un pacchetto contenente i reperti di pomice al direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, accompagnato da un biglietto anonimo scritto in inglese.
Il ritorno dei reperti
Nel biglietto, la turista si scusava per il suo gesto, affermando di non essere a conoscenza della cosiddetta "maledizione di Pompei". Questa credenza popolare, mai documentata ma tramandata di generazione in generazione, sostiene che chiunque rubi un frammento dell'antica città romana passerà sette anni di guai.
La risposta del direttore
In risposta alla lettera della turista, il direttore Zuchtriegel ha espresso i suoi auguri per il futuro della giovane. Ha confermato che le pietre di pomice erano arrivate a Pompei e ha augurato alla mittente "buona fortuna per il tuo futuro".
La maledizione di Pompei
La "maledizione di Pompei" è una diceria che risale al periodo in cui gli scavi di Ercolano e Pompei erano diretti da un noto archeologo italiano. Secondo la leggenda, l'archeologo avrebbe lanciato un anatema contro chi trafugava pezzi dal sito più famoso del mondo. Nonostante non ci siano prove documentate di questa maledizione, la storia è ben conosciuta anche all'estero e continua a influenzare il comportamento dei visitatori del sito.
Conclusione
Questo episodio mette in luce l'importanza del rispetto per i siti archeologici e le loro regole. Rubare reperti non solo è illegale, ma può anche portare a conseguenze impreviste, come nel caso della "maledizione di Pompei". È fondamentale che i visitatori rispettino questi luoghi di importanza storica e culturale, per preservarli per le future generazioni.




