Netanyahu gioca la carta del tempo mentre la Knesset respinge lo scioglimento

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la guerra prosegue senza tregua e le decisioni strategiche su Gaza e sul nucleare iraniano si fanno sempre più urgenti, il governo israeliano cerca di evitare una crisi politica che, in queste circostanze, rischierebbe di paralizzare il paese. Ieri l’opposizione ha tentato di forzare la mano presentando una proposta di legge per lo scioglimento della Knesset, ma il voto preliminare l’ha respinta di misura: 61 deputati su 120 hanno detto no, contro i 53 favorevoli. Un risultato che, seppur stretto, permette a Benjamin Netanyahu di guadagnare tempo, anche se la minaccia degli ultraortodossi – pronti a lasciare la coalizione se verrà imposta loro la leva obbligatoria – rimane un’incognita pericolosa.

La frattura nella maggioranza è emersa proprio sulla questione degli haredim, esentati finora dal servizio militare, ma che l’opposizione vorrebbe includere nelle liste di coscrizione. Una misura che, se approvata, potrebbe far saltare l’alleanza tra il Likud e i partiti religiosi, costringendo il premier a cercare nuovi equilibri in un momento già estremamente delicato. Intanto, c’è chi sospetta che Netanyahu stia preparando una mossa a sorpresa – un’azione militare contro l’Iran? – per riunire il paese sotto una nuova emergenza e distogliere l’attenzione dalle tensioni interne.

Gaza, colpito l’ufficio di Medici del Mondo: almeno otto vittime

Nella striscia di Gaza, intanto, si consuma un altro episodio che solleverà inevitabili interrogativi sul rispetto del diritto internazionale. Un drone israeliano ha colpito ieri mattina un edificio di Deir El Balah, sede dell’organizzazione umanitaria Medici del Mondo, uccidendo almeno otto persone, tra cui quattro bambini. L’attacco, avvenuto senza preavviso nonostante la struttura fosse registrata e riconoscibile, riaccende le polemiche sulle operazioni militari israeliane a Gaza, dove i civili continuano a pagare il prezzo più alto.

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