Partite Iva, acconti a rate, ecco le novità
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'approvazione dell'emendamento al Senato nel Dl fiscale ha riproposto, anche per quest'anno, la possibilità di avvalersi del rinvio della scadenza della seconda rata di acconto del 2 dicembre al 16 gennaio, con la possibilità di estendere i versamenti in ulteriori quattro rate. Questo rinvio, tuttavia, non è applicabile a tutti i contribuenti, ma solo a quelli che rispettano precise condizioni. In particolare, la norma riguarda le persone fisiche titolari di partite Iva con ricavi o compensi fino a 170mila euro.
Il comunicato stampa MEF 136/2024 ha annunciato l'introduzione di questa norma in sede di conversione del D.L. 155/2024. La possibilità di posticipare il versamento dell'acconto dovuto entro il 2 dicembre 2024 è limitata a taluni contribuenti, che potranno rinviare il pagamento al 16 gennaio 2025 e, successivamente, rateizzare il dovuto in cinque tranche fino al mese di maggio. Tuttavia, è importante sottolineare che questa possibilità di rateizzazione non include i contributi Inail e Inps.
L'emendamento, riformulato dal governo e approvato al Senato con il voto di fiducia, prevede che il pagamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, dovuto nel mese di novembre, possa essere rinviato a gennaio e pagato in cinque rate. Questa misura rappresenta un'importante opportunità per i titolari di partite Iva, che potranno così gestire meglio i propri flussi di cassa e pianificare con maggiore serenità i pagamenti dovuti.
Il rinvio del secondo acconto delle imposte sui redditi per le partite Iva, con la possibilità di rateizzazione, rappresenta una significativa agevolazione per i contribuenti che rispettano le condizioni previste dalla norma.




