Scossa di terremoto in Irpinia, notte di paura per l'Avellinese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra ha tremato, ancora una volta, in Irpinia poco dopo la mezzanotte, interrompendo bruscamente il silenzio notturno con un boato sotterraneo che ha scosso non solo gli edifici ma anche i nervi degli abitanti. La scossa principale, stimata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con una magnitudo di 3.0, ha avuto il suo epicentro nei pressi di Montefredane, un comune dell'hinterland avellinese dove l'ipocentro è stato localizzato a una profondità di circa undici chilometri. Un evento, quello di ieri notte, che si è inserito in una sequenza già attiva da settimane nella zona, riaccendendo timori mai del tutto sopiti e costringendo molti a una fuga precipitosa tra le mura domestiche, nel cuore della notte, per cercare riparo in strada. La percezione del sisma, del resto, è stata piuttosto ampia, interessando un'area che va ben oltre i confini del piccolo centro irpino, sebbene i primi riscontri non abbiano al momento evidenziato danni significativi a strutture o cose.

Le repliche e l'ordinanza del sindaco

Allo sciame sismico, che non si è esaurito con l'evento delle 00:01, hanno fatto seguito altre tre lievi scosse, di magnitudo compresa tra 1.3 e 1.4, registrate tra le 00:17 e le 00:32 con epicentri divisi tra Montefredane e il vicino comune di Prata di Principato Ultra. Una sequenza, questa, che ha contribuito a rendere la notte particolarmente lunga e insonne per una fetta considerevole della popolazione, già provata dalla paura del primo risveglio improvviso. Proprio per garantire la massima cautela, il sindaco di Montefredane ha firmato un'ordinanza con la quale ha disposto la chiusura precauzionale di tutti gli edifici scolastici del territorio comunale, al fine di permettere le dovute verifiche di staticità e sicurezza da parte dei tecnici competenti. Una misura che, se da un lato interrompe la normale routine didattica, dall'altro si impone come scelta obbligata in un contesto dove la prevenzione non può essere mai trascurata.

Il ricordo degli eventi precedenti

La scossa di ieri notte, come ha sottolineato lo stesso primo cittadino, giunge a distanza di circa quaranta giorni da altri eventi simili registrati tra fine ottobre, e segue pure un altro sisma avvenuto il 25 ottobre nella medesima area, a dimostrazione di una certa inquietudine tellurica che caratterizza questa parte dell'Appennino. Un territorio, quello irpino, la cui storia geologica è segnata da eventi sismici di diversa entità, cosa che rende ogni nuova scossa un momento di forte apprensione collettiva. La temporanea sospensione dell'attività scolastica rappresenta quindi un atto dovuto, se si considera che la priorità assoluta, in simili circostanze, rimane la tutela della pubblica incolumità, soprattutto quando si tratta di luoghi ad alta frequentazione come le scuole.

La paura dopo i giorni di festa

L'evento sismico ha colto la popolazione in un momento particolare, immediatamente successivo a tre giorni di festeggiamenti locali dedicati alla valorizzazione delle tradizioni e dei prodotti tipici del territorio, durante i quali l'atmosfera era stata caratterizzata da spensieratezza e partecipazione. Il brusco passaggio dalla serenità della festa alla concitazione della paura notturna ha acuito, in molti, la sensazione di vulnerabilità di fronte a un fenomeno naturale imprevedibile e incontrollabile. La dichiarazione del sindaco, che ha parlato di cittadini svegliati di soprassalto e di una notte trascorsa senza più riuscire a prendere sonno, fotografa efficacemente lo stato d'animo di una collettività che, nonostante la magnitudo non elevata, si ritrova a fare i conti con il fantasma del terremoto, un'esperienza che lascia un segno profondo ben al di là della durata effettiva della scossa.

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