Mondiali di ginnastica, la Gran Bretagna affonda alla trave ma Downie la tiene in corsa
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Redazione Sport
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La mattinata di qualificazioni alla AHOY Arena di Rotterdam si era aperta con un copione severo per la Gran Bretagna, una delle formazioni più attese del panorama internazionale. La rotazione alla trave si è trasformata in un calvario: quattro cadute consecutive hanno compromesso il punteggio di partenza, con Ruby Evans ferma a 11.500, Alice Kinsella a 11.866, Abigail Martin a 12.333 e Alia Leat a 13.000. Un passivo pesante, che ha costretto la squadra a rincorrere per tutta la giornata e a stringere i denti su ogni singolo attrezzo successivo.
La reazione britannica e il ruolo di Downie
La situazione si è ulteriormente complicata quando anche Leat ha ceduto al corpo libero, incamerando un 11.800 che sembrava chiudere definitivamente i conti. È a quel punto che la Nazionale britannica ha tirato fuori la reazione d’orgoglio, aggrappandosi all’esperienza di Becky Downie e alla solidità delle compagne. Martin ha risposto con un 13.433 che vale il secondo posto provvisorio di specialità, Kinsella ha aggiunto 13.266, mentre Evans ha chiuso con 13.133, rialzando una media che rischiava di sprofondare.
Per una formazione che punta a restare nelle prime otto e a staccare il pass per le finali, la zavorra accumulata alla trave resta un macigno, ma la capacità di non disunirsi nei momenti di difficoltà ha tenuto aperta la porta.
Nemour detta legge nel concorso generale
Se la Gran Bretagna ha dovuto sudare, Kaylia Nemour ha invece passeggiato sulle parallele asimmetriche, confermando di essere la ginnasta da battere in questa rassegna iridata. L’algerina ha chiuso la giornata in testa al concorso generale individuale con 55.999 punti, davanti alle statunitensi Skye Blakely (55.465) e Claire Pease (54.432). Il suo esercizio agli staggi ha toccato i 14.933, un punteggio monstre che la proietta verso la finale di specialità con il favore del pronostico, nonostante una prestazione non perfetta sotto il profilo della pulizia esecutiva.
Colas sorprende, l’Italia tiene il passo
Alle spalle della leader, la sedicenne francese Elena Colas si è ritagliata un ruolo da protagonista assoluta. Dopo un avvitamento semplice al volteggio da 13.233, la transalpina ha acceso la gara alle parallele con una nota di partenza di 6.3 e un’esecuzione da 8.233, totalizzando 14.533 che le è valso il terzo posto provvisorio dietro a Nemour e alla tedesca Helen Kevric. Per l’Italia, Elisa Iorio e Giulia Perotti si sono piazzate quarta e quinta agli staggi con 14.466 e 14.366, mentre Manila Esposito ha difeso la quarta piazza al corpo libero con 13.233, respingendo l’assalto della stessa Colas.
Il quadro delle qualificazioni azzurre
La formazione italiana, reduce da una prima giornata di qualificazioni chiusa con 162.430 punti alle spalle degli Stati Uniti, si trova a gestire il vantaggio sulla Francia in un clima di grande equilibrio. Il percorso delle azzurre era partito con ambizioni concrete, costruite sulla solidità alle parallele e alla trave, con Esposito seconda provvisoria alla trave e Iorio seconda agli staggi nella giornata inaugurale.
Il calendario delle qualificazioni femminili proseguirà con le ultime suddivisioni, prima che il verdetto finale definisca le otto squadre ammesse alla finale e le qualificate per le finali di specialità.
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