Volkswagen taglia le previsioni sul 2026: margine operativo giù all'1%
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il gruppo Volkswagen ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per l'esercizio 2026, comunicando venerdì 18 settembre un taglio drastico delle stime sulla redditività. Il costruttore tedesco prevede ora un margine operativo sul fatturato non superiore all'1%, rispetto alla precedente forbice compresa tra il 4% e il 5,5%: un ridimensionamento che segna il secondo intervento sulle guidance annuali dopo quello già operato nel luglio scorso.
Alla base della revisione ci sono oneri straordinari per circa 10 miliardi di euro, di cui 900 milioni già contabilizzati nel primo semestre. La voce più pesante è rappresentata da una svalutazione non monetaria di circa 6 miliardi sul valore dell'avviamento relativo al business Porsche, che troverà collocazione nel bilancio del terzo trimestre.
A questa si aggiungono ulteriori accantonamenti legati all'ampliamento dei programmi di prepensionamento, alla prevista cessione dello stabilimento di Osnabrück e a svalutazioni su attività in Cina, per un impatto complessivo di circa 2 miliardi di euro nella seconda metà dell'anno. Depurato dagli effetti straordinari, il margine operativo del 2026 si attesterebbe intorno al 4%.
Il deterioramento delle prospettive riflette principalmente due fattori convergenti: il peggioramento del contesto di mercato in Cina e l'accelerazione della domanda verso i veicoli elettrici a batteria. Il gruppo ha segnalato che questi sviluppi stanno penalizzando in particolare i marchi Audi e Volkswagen Passenger Cars. Il mercato automobilistico cinese, il più grande al mondo, ha registrato una contrazione superiore al 20% rispetto all'anno precedente, senza che al momento si intravedano segnali di stabilizzazione.
La transizione verso l'elettrico, d'altro canto, comporta margini strutturalmente inferiori rispetto ai modelli con motore a combustione, erodendo la redditività complessiva del gruppo.
Il taglio delle stime si inserisce in un quadro di profonda riorganizzazione aziendale. Il piano di ristrutturazione approvato dal consiglio di sorveglianza prevede la possibile riduzione di ulteriori 50.000 posizioni lavorative a livello globale, che si sommano ai 50.000 esuberi già in corso di attuazione, portando il totale potenziale a 100.000 posti entro il 2030. L'obiettivo dichiarato dal management è riportare il margine operativo al 9% entro la fine del decennio, stabilizzando le vendite intorno ai 9 milioni di veicoli annui.
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