Bassino, un infortunio in val Senales spegne il sogno olimpico
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Redazione Sport
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Un brutto capitolo di quella che, per molti addetti ai lavori, doveva essere la sua stagione. La val Senales, con il suo tracciato “Leo Gurschler” noto per la difficoltà e la pendenza, ha interrotto bruscamente i preparativi di Marta Bassino, che si è fratturata il piatto tibiale della gamba sinistra durante un allenamento. Sulla stessa pista, pochi giorni prima, un destino analogo aveva colpito un'altra atleta, un episodio che getta un'ombra su un luogo di preparazione cruciale per lo sci alpino internazionale. La caduta, avvenuta mentre rifiniva i dettagli tecnici in vista dell'imminente appuntamento di Coppa del Mondo, ha di fatto reso vano un intero ciclo di lavoro, azzerando le aspettative per la rassegna iridata di Milano Cortina 2026.
L'intervento e i tempi di recupero
Trasferita d'urgenza alla clinica “La Madonnina” di Milano, la sciatrice azzurra è stata sottoposta a un intervento chirurgico nella serata di mercoledì 22 ottobre. A dirigere l'operazione è stato Andrea Panzeri, presidente della commissione medica della Federazione italiana sport invernali, il quale, al termine della procedura, ha dichiarato che l'intervento è «andato bene». Le sue parole, se da un lato confermano l'esito positivo sul tavolo operatorio, delimitano però con chiarezza i contorni di un percorso di guarigione lungo e ineludibile. La stima dei medici, infatti, parla di una sosta forzata che si aggira tra i quattro e i sei mesi, un arco di tempo che, com'è facile intuire, esclude categoricamente la sua partecipazione ai Giochi Olimpici invernali.
Le conseguenze sul percorso agonistico
L'infortunio, oltre a privare la squadra azzurra di una delle sue elementi di punta, riscrive completamente l'anno agonistico dell'atleta. La frattura riportata, tecnicamente definita “laterale del piatto tibiale”, è di quelle che impongono un rispetto assoluto dei tempi biologici, senza possibilità di forzature. La stagione 2025-2026, che per Bassino si era aperta con le massime ambizioni e che doveva culminare con la kermesse olimpica in casa, si è dunque dissolta in un pomeriggio di neve in Alto Adige. L'appuntamento di Sölden, che avrebbe dato il via al circo bianco, diventa così nient'altro che una data da seguire da lontano, un punto di partenza al quale non potrà essere presente.
Uno sguardo al futuro prossimo
Ora per la sciatrice originaria di Cuneo inizia una fase completamente diversa, fatta di riabilitazione e di paziente attesa. L'assenza dai campi di gara, che si prospetta prolungata, rappresenta una battuta d'arresto significativa in una carriera di alto livello, dove la continuità della performance è un elemento fondamentale. L'ambiente dello sci alpino, che ben conosce la durezza di queste evenienze, dovrà quindi riorganizzarsi senza di lei, mentre l'attenzione si sposta sui tempi e sulle modalità di un recupero che, per sua natura, richiede la massima cautela. La speranza, ovviamente, è di rivederla sui pendii non appena le sue condizioni fisiche lo consentiranno.




