Ricordando don Giuseppe Diana: trent'anni dalla sua morte
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Redazione Interno
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Il 19 marzo 1994, trent'anni fa, il parroco di Casal di Principe, don Giuseppe Diana, veniva assassinato dai camorristi casalesi. Questo giovane prete aveva osato sfidare il sistema camorristico, incoraggiando i fedeli e i preti a lottare per il riscatto dei propri territori. La sua morte ha segnato un momento cruciale nella lotta contro la camorra.
Un libro in memoria di don Diana
Recentemente è stato pubblicato un libro dello storico Sergio Tanzarella che ricostruisce il contesto socio-politico-ecclesiale, il profilo e la vicenda di don Diana. Il libro attinge a nuove fonti d'archivio e agli atti del processo che ha condannato mandanti ed esecutori dell'omicidio, liquidando definitivamente i depistaggi che avevano tentato di trasformare l'assassinio del parroco in un delitto passionale o in una sorta di regolamento di conti fra camorristi.
La commemorazione del trentennale della morte di don Diana
In occasione del trentennale della morte di don Giuseppe Diana, settemila scout campani dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) hanno raggiunto Casal di Principe per partecipare alla manifestazione organizzata. A loro si sono uniti anche gli scout di Roccadaspide. Questa partecipazione attiva ha voluto dire “No alla camorra” insieme ad altri gruppi scout, provenienti da tutta Italia.
La vita di don Peppino Diana
Giuseppe Diana, noto come don Peppino, nasce il 4 luglio del 1958 a Casal di Principe, vicino ad Aversa, figlio di genitori proprietari terrieri. A dieci anni entra in seminario ad Aversa, dove frequenta le scuole medie. Dopo aver ottenuto il diploma di liceo classico, si trasferisce a Posillipo per compiere studi teologici nel seminario locale, sede della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.




