Milano chiude in parità e difende i record, mentre Parigi affonda con il crollo di Kering e lo sguardo resta fisso sull’Iran
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Redazione Economia
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L’indice Ftse Mib archivia la seduta a 48.155 punti, segnando un frazionale -0,04% che, nella sostanza, equivale a un sostanziale riaggancio della parità dopo una giornata di alti e bassi. In un contesto europeo che mostrava qualche crepa – con Parigi in netta sofferenza e Francoforte che, al contrario, riusciva a tenere meglio – Piazza Affari ha dunque difeso i propri massimi, aggrappandosi a un cauto ottimismo alimentato dalle speranze di una rapida distensione del conflitto in Iran. A pesare sul sentiment degli investitori, oltre alle consuete tensioni geopolitiche, sono state le vendite concentrate sui titoli del lusso, mentre a Milano alcuni bancari hanno fornito la spinta necessaria per evitare il rosso, in una giornata che ha visto protagonisti assoluti i ritorni e le indiscrezioni d’assemblea.
Il peso del lusso e l’attesa per l’Iran affossano Parigi
La seduta del 15 aprile ha evidenziato una netta divergenza tra le piazze europee, se è vero che mentre Milano restava sostanzialmente piatta, Parigi registrava la flessione più pesante. Il nervosismo dei mercati, che continuano a monitorare ogni parola proveniente dal Medio Oriente, si è intrecciato con i conti trimestrali del colosso Kering: il gigante del lusso ha subito un vero e proprio crollo in Borsa, pagando a caro prezzo l’ennesima delusione legata alla performance di Gucci. Se da un lato il gruppo ha mostrato segnali di tenuta – o addirittura di record – nel comparto della gioielleria e dell’eyewear, dall’altro la griffe fiorentina continua a scontare un calo significativo delle vendite, particolarmente evidente in Asia, che ha gelato l’ottimismo degli analisti in attesa del nuovo piano di rilancio.
Mps vola tra indiscrezioni e ritorni, l’assemblea accende i riflettori
A tenere alta l’attenzione su Milano ci ha pensato principalmente Banca Mps, il cui titolo ha archiviato la giornata con un deciso balzo in avanti, avvicinandosi a un +4,67% proprio mentre l’assemblea degli azionisti era ancora in corso. Il “caso” è esploso nei minuti caldi della conta: mentre i soci erano riuniti a Siena per il rinnovo delle cariche, alcuni quotidiani hanno pubblicato indiscrezioni relative all’esito del voto prima ancora del responso ufficiale. Secondo queste “spifferi”, la lista sostenuta da Plt Holding (riferibile alla famiglia Tortora) avrebbe avuto la meglio, spianando la strada al ritorno di Luigi Lovaglio alla guida operativa dell’istituto. La notizia, diffusa nella fase calda delle contrattazioni, ha innescato un rally immediato delle azioni, dimostrando quanto il mercato gradisse l’ipotesi di una continuità con la gestione precedente. Anche Mediobanca, società controllata dalla banca senese, ha cavalcato l’onda registrando un sostanzioso rialzo, mentre sugli scudi è salita anche Nexi, che ha firmato la migliore performance del listino con un +5,8%.
Macro e petrolio, il cessate il fuoco tiene i trader con il fiato sospeso
Sullo sfondo, la grande variabile che condiziona gli umori resta quella del prezzo del greggio e delle sorti del conflitto mediorientale. Nonostante le contrattazioni continuino a scontare la speranza in una rapida fine delle ostilità, con le parti impegnate a trattare per prolungare il cessate il fuoco e organizzare un secondo round di negoziati, la realtà del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz continua a tenere il Brent stabilmente sopra i 95 dollari al barile. A Wall Street, l’apertura contrastata – con i listini che si muovono comunque vicini ai massimi storici – non ha offerto particolari indicazioni dirompenti, lasciando gli operatori in una fase di attesa. In questo scenario, la tenuta di Piazza Affari assume i contorni di un test di resistenza: la capacità di restare sui record nonostante il calo delle utility e degli energetici, che hanno subito pressioni vendita, è stata bilanciata dalla solidità del comparto bancario e dai rimbalzi tecnologici, in un mix che restituisce l’immagine di un mercato maturo ma cauto. Lo spread tra Btp e Bund si mantiene contenuto, mentre l’euro si conferma solido sul dollaro, a testimonianza di un flusso di capitale che, per ora, non abbandona la penisola.




