Bmw, la nuova Serie 7 porta l’era Neue Klasse nell’abitacolo di lusso
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non bastavano i tradizionali aggiornamenti di metà carriera per mantenere l’ammiraglia al vertice del segmento. A Pechino, dove il mercato automobilistico continua a mostrare segni di cedimento per i marchi tedeschi (si registra un calo significativo delle vendite trimestrali), Bmw ha presentato la nuova Serie 7, un restyling che più che ritoccare il look, ne rivoluziona l’anima tecnologica, anticipando di fatto – soprattutto nell’esperienza di bordo – ciò che vedremo sulla futura Neue Klasse.
A bordo di questa nuova ammiraglia, chi guida si trova immerso in una configurazione che richiede decisamente meno spiegazioni rispetto al passato. Il nuovo BMW Panoramic iDrive, che integra il display "Panoramic Vision" proiettato sulla base del parabrezza, elimina gran parte della complessità visiva che caratterizzava i modelli precedenti. In abbinamento a questo, debutta nella classe superiore bavarese un display centrale da 17,9 pollici, affiancato da uno schermo riservato al passeggero anteriore da 14,6 pollici: una dotazione, quest’ultima, che diventa di serie sull’intera gamma, segnando un distacco netto dalle logiche di mercato applicate finora.
Mentre il mondo guarda alla capacità di rigenerazione delle batterie o alle autonomie dichiarate, Bmw sembra aver puntato tutte le sue fiches sull’interazione uomo-macchina. L’ammiraglia e il suo i7, che condividono la linea di montaggio nello stabilimento di Dingolfing, adottano il nuovo sistema operativo Operating System X, un ecosistema che permette una personalizzazione spinta e una fluidità di calcoli senza precedenti per la casa. Se nelle varianti elettriche, va detto, si è scelto pragmaticamente di non inseguire la tecnologia a 800 volt (limitando la potenza di picco a 250 kW contro i 400 della concorrenza su architettura dedicata), il restyling compensa con una cura quasi maniacale per il comfort digitale dei passeggeri.
Passo lungo e software “Made in China” per la i3 e la iX3
Parallelamente al debutto della Serie 7, Bmw ha svelato le contromosse per arginare l’emorragia di vendite nel mercato cinese, un calo che da mesi mette sotto pressione i conti del gruppo. Le nuove iX3 e i3, pensate esclusivamente per Pechino, arrivano con un passo allungato di 108 mm, una modifica che non solo aumenta lo spazio a bordo ma stravolge le proporzioni estetiche della vettura, rendendola più simile alle ammiraglia termiche di segmento superiore.
Ma è nelle pieghe del software che si nasconde la vera strategia di adattamento locale. Lasciata da parte l’idea di esportare in blocco l’ecosistema digitale europeo, Bmw ha integrato nello specifico dei modelli cinesi il sistema HarmonyOS Next di Huawei, oltre all’intelligenza artificiale di Alibaba e DeepSeek. Un’operazione, questa, che testimonia quanto i margini di manovra per i costruttori occidentali si stiano assottigliando: per competere con le vetture locali, sempre più tecnologiche, è necessario scendere a patti con i giganti locali del software, rinunciando a quella sovranità digitale che fino a ieri era considerata un valore aggiunto.
L’elettrico tra due fuochi: efficienza energetica e lusso digitale
La nuova piattaforma, che continua a convivere perfettamente con i motori termici sulla stessa linea produttiva, introduce le batterie di sesta generazione con celle cilindriche per l’i7. Sebbene l’autonomia dichiarata per le versioni elettrificate tocchi picchi di circa 720 chilometri nel ciclo WLTP – un risultato più che dignitoso per un’ammiraglia da oltre due tonnellate e mezza – la mancanza del salto agli 800 volt penalizza i tempi di ricarica in alta velocità rispetto ai rivali diretti come l’EQS o il Lucid Air. Ciononostante, l’abitacolo rimane il vero campo di battaglia: i sedili posteriori possono contare sul maxi-schermo Theatre Screen da 31,3 pollici con risoluzione 8K, capace di trasformare la plancia posteriore in una sala cinematografica o in una postazione per videoconferenze, dimostrando che il lusso, oggi, si misura in pixel e non solo in cavalli.
Le varianti termiche e la produzione a Dingolfing
Mentre le elettriche si difendono con la tecnologia, sono i motori a combustione a registrare gli aggiornamenti meccanici più si. Il nuovo sei cilindri in linea mild-hybrid da 3.0 litri, destinato alla 740 xDrive, eroga ora una potenza che sfiora i 400 cavalli, garantendo alla berlina scatti da sportiva nonostante le dimensioni imponenti; il tutto senza dimenticare la variante diesel 740d, pensata per chi percorre alte percorrenze autostradali. Questa convivenza tecnica, spiegata dalla complessa logistica di Dingolfing – l’unico stabilimento al mondo dove su una sola linea si assemblano elettriche pure, ibride plug-in e termiche – rappresenta il compromesso industriale che Bmw ha scelto di non abbandonare, almeno per questa generazione.




