La Bmw Serie 7 cambia volto a Dingolfing: sulla berlina di lusso arriva la Neue Klasse
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non bastavano i consueti ritocchi di metà carriera, quelli che solitamente si limitano a ridisegnare i gruppi ottici o a ritoccare le prese d’aria. A Monaco, questa volta, hanno scelto una strada ben più radicale. La Bmw Serie 7, l’ammiraglia che dal lontano 1977 rappresenta il vertice tecnologico della Casa dell’Elica, si prepara a un restyling che il costruttore stesso definisce come il più so mai realizzato per questo modello. E il dettaglio, tutt’altro che secondario, risiede nell’operazione di retrofitting tecnologico: le soluzioni sviluppate per la piattaforma Neue Klasse – finora appannaggio esclusivo dei nuovi nati – verranno innestate su un’architettura preesistente, quella della generazione G70. Una scommessa ingegneristica non da poco, che ha richiesto un intervento trasversale su meccanica, gestione energetica e sistemi di assistenza alla guida.
Produzione centralizzata e debutto estivo
A partire da luglio 2026, tutte le varianti della Serie 7 – dalle elettriche pure (le i7) alle mild hybrid a sei cilindri, passando per le plug-in hybrid ad alte prestazioni – usciranno dalla medesima linea di montaggio dello stabilimento bavarese di Dingolfing. Una scelta, quest’ultima, che sottolinea la volontà di non frammentare la produzione, mantenendo un controllo rigoroso sugli standard qualitativi. La commercializzazione scatterà quindi in piena estate, posizionando il rinnovato modello in diretta concorrenza con la rivale storica, la Mercedes Classe S, che aveva subito un restyling analogo solo poche settimane prima. La sfida nel segmento delle grandi berline di lusso, insomma, si riaccende su binari tecnologici rinnovati.
Tecnologia Neue Klasse su architettura esistente
Il cuore dell’operazione, però, non è estetico quanto concettuale. La Neue Klasse nasceva per essere una piattaforma dedicata, integrata, pensata per veicoli nati da zero. Invece, gli ingegneri bmw sono riusciti a trasferirne le logiche – quelle relative alla gestione delle batterie, all’efficienza dei motori elettrici e all’architettura digitale – sull’attuale telaio a passo lungo della Serie 7. Ne consegue un miglioramento dell’autonomia per la versione EV, sebbene i dati definitivi non siano stati ancora diffusi. Ma non solo: hanno lavorato anche sul comfort di marcia e sulla taratura delle sospensioni, intervenendo laddove la vecchia generazione mostrava i segni del tempo. L’obiettivo, dichiarato dalla stessa azienda, era rendere l’ammiraglia più fluida e reattiva senza snaturarne la vocazione al lusso più tradizionalista.
Un frontale ridisegnato e interni digitali
L’occhio più attento noterà subito le modifiche al frontale, da sempre elemento distintivo di questa generazione. La calandra a doppio rene – che in passato aveva diviso il pubblico per le sue dimensioni generose – viene ora integrata con superfici più pulite e un paraurti ridisegnato, che asseconda le nuove esigenze aerodinamiche imposte dalla piattaforma elettrica. Abitacolo, invece, spinge sull’acceleratore della digitalizzazione: schermi, interfacce e logiche di comando si allineano a quanto già visto sulla Neue Klasse, con una riduzione dei pulsanti fisici a vantaggio dei sistemi vocali e tattili. Resta fermo l’impostazione da berlina a passo lungo, quella che garantisce lo spazio ai posti posteriori, ma con un’attenzione nuova alla sostenibilità dei materiali. Nessuna rivoluzione, ma un’evoluzione profonda e per certi versi inaspettata per un modello che, a quasi cinquant’anni dal debutto, continua a fare da laboratorio su ruote per l’intero gruppo bavarese.




