Fernandez torna alla vittoria dopo 1435 giorni, Aprilia festeggia il trionfo numero 300
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Redazione Sport
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La domenica australiana di Phillip Island ha scritto una pagina di storia, non solo per Raul Fernandez ma per l’intero mondo delle corse. Dopo un digiuno che durava da Valencia 2021, quando trionfò in Moto2, lo spagnolo ha finalmente riassaporato il sapore della vittoria in MotoGP, interrompendo un attesa di 1435 giorni con una prestazione di rara maturità. Sfruttando con freddezza le penalità inflitte al compagno di marca, ha gestito la corsa in solitaria, dimostrando un’autorevolezza che pochi gli riconoscevano e regalando ad Aprilia un traguardo mitico: la trecentesima affermazione nel motomondiale attraverso tutte le classi, un primato che eleva il costruttore europeo a una dimensione quasi leggendaria.
Il pilota e il suo circolo della fiducia
Fernandez, che ora corre per il team Trackhouse, è diventato così il quarto pilota a vincere con la RS-GP nella classe regina, unendo il suo nome a quelli di Aleix Espargaro, Maverick Vinales e all’italiano Bezzecchi. A pochi minuti dal traguardo, però, i suoi pensieri non sono volati solo alla prestazione in pista ma sono andati a due figure che hanno segnato una svolta decisiva nella sua carriera. “La chiave di svolta”, ha rivelato senza esitazione, “è stata l’arrivo di Fabiano Sterlacchini e di Davide Brivio”, attribuendo a loro, con poche ma significative parole, gran parte del merito di questa rinascita sportiva.
Una vittoria inaspettata e una gara calcolata
Sebbene il podio fosse un obiettivo dichiarato, la vittoria stessa ha sorpreso lo stesso Fernandez. “Pensavo di avere la possibilità di fare podio, ma non di vincere”, ha ammesso, sottolineando come le sensazioni prima della gara non fossero quelle ottimali. “Ieri non avevo il passo della madonna di Marco. Forse con la gomma a mescola media siamo più vicini a lui”. Anche la sessione di warm-up non aveva fornito indicazioni chiare, ma è stato in gara che il pilota ha trovato quel qualcosa in più, quella feeling con la moto che gli ha permesso di dettare un ritmo insostenibile per gli altri, portandolo a tagliare il traguardo con un vantaggio di diversi secondi.
Il contesto di una gara storica
L’impresa di Fernandez si è consumata sul podio di Phillip Island, che ha visto salire al secondo posto il pilota italiano Di Giannantonio, mentre Bezzecchi, nonostante una gara definita eroica da molti osservatori, ha chiuso al terzo posto. Il pilota italiano del team ha infatti contenuto i danni di una doppia penalità, i long lap penalty che gli sono costati circa quattro secondi, finendo la corsa a poco più di due secondi dal vincitore. Un risultato ancor più notevole se si considera che ha completato gran parte della gara con la gomma posteriore particolarmente deteriorata, uno sforzo fisico e tecnico notevole che ha entusiasmato il pubblico, pur non essendo lui al massimo della condizione fisica.




