Hiljemark esalta Caracciolo e i suoi, Pisacane non nasconde le colpe per il crollo del Cagliari a Pisa
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Redazione Sport
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L’Arena Garibaldi si trasforma nel teatro dell’orgoglio ferito, laddove il Pisa, fanalino di coda della classifica, trova la sua seconda vittoria stagionale in un pomeriggio che sa di ossigeno puro per i toscani ma che, al contempo, ripiomba il Cagliari in una crisi profonda fatta di prestazioni opache e risultati che tardano ad arrivare. La sfida della ventinovesima giornata, terminata con un rotondo tre a uno per i nerazzurri, regala spunti di lettura diametralmente opposti negli interventi a caldo dei due tecnici, con Oscar Hiljemark raggiante per la reazione dei suoi e Fabio Pisacane costretto a fare mea culpa per l’ennesima debacle dei sardi.
La prestazione da dieci in undici e la gestione dei talenti secondo Hiljemark
Oscar Hiljemark, al suo primo successo sulla panchina pisana, non nasconde la soddisfazione per quanto visto in campo, soprattutto per la capacità dei suoi di ribaltare le aspettative dopo un avvio complicato. I primi venti, venticinque minuti della sua squadra sono stati, a suo dire, semplicemente bellissimi per intensità e costruzione di gioco, un’aggressione costante che ha portato al vantaggio su rigore di Moreo e a diverse occasioni nitide. Poi, l’episodio che poteva cambiare la partita: l’espulsione di Durosinmi, un cartellino rosso che, seppur non commentato direttamente dal tecnico, ha rischiato di spezzare le gambe a una squadra già in difficoltà di classifica. Ed è proprio lì, in inferiorità numerica, che Hiljemark ha visto il morale dei suoi ragazzi trasformarsi in qualcosa di granitico e straordinario. La scelta di lanciare dal primo minuto elementi come Tramoni e Canestrelli, app app apparsi in gran spolvero durante la settimana di allenamenti, si è rivelata vincente: entrambi hanno disputato una partita di altissimo livello, sporcando il pallone con intelligenza e correndo per due. Di Caracciolo, autore di una doppietta pesantissima, l’allenatore ha voluto sottolineare la prestazione maiuscola, aggiungendo quasi con rammarico che l’attaccante, nella foga di spingere, avrebbe addirittura potuto arrotondare il punteggio con una terza marcatura personale, a riprova di una giornata storta per la retroguardia rossoblù ma perfetta per chi indossava la maglia nerazzurra.
La rabbia impotente di Pisacane e la fotografia di un Cagliari allo sbando
Dall’altra parte, la delusione di Fabio Pisacane è tangibile e si trasforma in un’analisi cruda e impietosa del momento dei suoi. Quando si perde, spiega, è sempre difficile trovare le parole, ma la preoccupazione principale del tecnico del Cagliari risiede nella fotografia nitida di un trend negativo: da gennaio a oggi, per sua stessa ammissione, la squadra ha messo in scena almeno tre partite identiche nell’approccio sbagliato e nella mancanza di atteggiamento. Nonostante la superiorità numerica, durata gran parte della ripresa prima del rosso a Obert che ha riequilibrato gli organici, i sardi non hanno saputo reagire, mostrando confusione e una sterilità preoccupante. Pisacane non si nasconde e si assume le proprie responsabilità, dichiarando apertamente la sua colpevolezza per come la squadra è scesa in campo e per la preparazione della partita, quasi a voler proteggere un gruppo che sembra aver smarrito la bussola. È un’ammissione importante, quella del mister, che punta il dito contro l’incapacità di mantenere la lucidità nei momenti cruciali, un difetto che in una lotta salvezza serrata come quella attuale, con il Napoli all’orizzonte, rischia di diventare letale. L’analisi di Pisacane si concentra esclusivamente sull’aspetto caratteriale e tecnico: errori, confusione e una reazione assente, condita dall’incapacità di approfittare dell’uomo in più per raddrizzare una partita che, sulla carta, sembrava poter essere quantomeno recuperata.




