Lecce, inchiesta sulla morte di un feto: i genitori denunciano ritardi nel soccorso

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Lecce ha avviato un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Massimiliano Carducci, sulla morte di un feto che avrebbe dovuto nascere lo scorso novembre. I genitori, residenti a San Donato di Lecce, hanno presentato una denuncia per accertare se la tragedia fosse evitabile, mettendo in luce una serie di circostanze che appaiono, alla luce della loro ricostruzione, concatenate in un esito fatale. La donna, quarantatreenne, e il compagno, di sette anni più anziano, attendevano il loro secondogenito, Mattias, il cui parto era previsto per il 25 novembre. Secondo quanto dichiarato dalla coppia, tra la chiamata al numero di emergenza 118 e l’effettivo arrivo dell’ambulanza alla loro abitazione sarebbero intercorsi circa quarantacinque minuti, un lasso di tempo durante il quale le condizioni della gestante si sarebbero aggravate in modo irreparabile.

La ricostruzione dei tempi e il trasporto in ospedale

Il bambino, come accertato successivamente dai sanitari, sarebbe deceduto già durante il trasporto verso l’ospedale “Fazzi” di Lecce, prima di emettere il primo vagito. Una volta giunta in pronto soccorso, la donna è stata sottoposta ai necessari accertamenti che hanno purtroppo constatato l’assenza del battito cardiaco fetale, conseguenza – secondo il referto medico – di un distacco totale della placenta. Complessivamente, come emerge dalle prime indagini, dall’istante della richiesta di soccorso fino all’ingresso della paziente in struttura ospedaliera sarebbe trascorsa circa un’ora, un dato temporale che i magistrati stanno ora esaminando con scrupolo, valutandone la congruità rispetto ai protocolli operativi standard del servizio di emergenza territoriale.

Le ipotesi di reato e gli indagati

L’ipotesi di reato contestata nel fascicolo aperto dalla procura è quella di omicidio colposo, un capo di imputazione che presuppone la verificazione di negligenza, imprudenza o imperizia. A tal fine, gli investigatori sono al lavoro per ricostruire ogni passaggio della vicenda, non limitandosi ai soli tempi di intervento dei soccorsi ma estendendo l’analisi all’intero iter della gravidanza. L’inchiesta, infatti, mira a verificare la possibile sussistenza di valutazioni errate o inadempienze anche in fase gestazionale, oltre che nella gestione dell’emergenza. Sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati, sebbene i loro ruoli specifici non siano stati ancora divulgati dalle autorità, in attesa che gli accertamenti procedano senza influenze esterne.

Un altro lutto improvviso durante una cerimonia

In un contesto totalmente differente ma altrettanto luttuoso, un’altra morte improvvisa ha colpito una famiglia durante un momento di gioia. Un noto artigiano di Broccostella, conosciuto da tutti come “il ferraiolo” per la sua professione di fabbro, ha accusato un malore mentre partecipava a Roma al matrimonio della propria figlia. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118 e dei paramedici presenti, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile. L’uomo, stimato nella sua comunità, è deceduto poco dopo, lasciando nello sgomento i familiari e gli invitati alla cerimonia, trasformata in un attimo in una scena di dolore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.