Il fisco aumenta la pressione: nel 2026 oltre mezzo milione di controlli, precisione al 90% sui soggetti da colpire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate si prepara a un’offensiva senza precedenti, programmando per il 2026 un incremento sostanziale delle attività ispettive che porterà a ben 530mila verifiche sostanziali, un dato che – se confrontato con le 438.579 realizzate nel 2024 – segna una netta accelerazione nella lotta all’evasione. Questo nuovo obiettivo, che supera anche le previsioni del Piano integrato di attività e organizzazione approvato nella primavera del 2025, si inserisce in una strategia complessiva di potenziamento degli strumenti di accertamento, i quali spaziano dagli imponibili legati a imposte dirette, Iva e Irap fino ai contributi a fondo perduto e alle compensazioni indebite, senza trascurare un’attenzione particolare per i recuperi derivanti dalle perdite pregresse. La manovra, che segue le direttrici tracciate dal governo per il triennio 2026-2028, si fonda su un sistema di selezione dei contribuenti sempre più raffinato, capace di individuare con una precisione che sfiora il 90% i soggetti sui quali concentrare l’azione di controllo.

Le nuove direttrici del controllo mirato

L’aggiornamento del piano degli indicatori di bilancio, infatti, ha portato a una revisione al rialzo di tutte le principali voci di controllo, isolando in una categoria autonoma i cosiddetti controlli “sprint”, ovvero quelle verifiche formali e sostanziali sulle dichiarazioni dei redditi che devono essere concluse in tempi rapidissimi. Si tratta di un cambio di passo significativo, che punta a ottimizzare le risorse disponibili e a massimizzare l’efficacia dell’azione amministrativa, con l’obiettivo dichiarato di aumentare del 20% il livello degli accertamenti ordinari, fino a toccare la quota di 270mila nel solo 2026. Un’agenda fittissima, dunque, che prevede almeno 450mila controlli complessivi e che dimostra come il fisco intenda sfruttare appieno le potenzialità offerte dall’incrocio dei dati e dalle nuove tecnologie analitiche.

La strategia degli accertamenti “sprint”

La scelta di puntare su verifiche mirate e concluse in tempi stretti non è casuale, ma risponde all’esigenza di garantire un ritmo serrato alle attività ispettive, concentrandosi su quei casi in cui il rischio di evasione o di errore compiuto in buona fede è statisticamente più elevato. Questa metodologia, che rappresenta una vera e propria scommessa per l’Agenzia, permette di dirottare gli sforzi verso i fronti più sensibili, accelerando al contempo la definizione delle pratiche e il recupero delle somme dovute. L’approccio, del resto, si inserisce in un quadro normativo sempre più orientato alla tracciabilità delle operazioni finanziarie e alla trasparenza fiscale, un contesto nel quale l’analisi predittiva gioca un ruolo di primo piano nel determinare le priorità d’intervento.

Il potenziamento generale del sistema

Oltre ai controlli sprint, l’aumento generalizzato del numero di verifiche programmate coinvolge ogni aspetto dell’attività dell’Agenzia, dagli accertamenti tradizionali alle ispezioni più complesse, in un’ottica di potenziamento complessivo del sistema. La capacità di incrociare informazioni provenienti da diverse banche dati, unita a una sempre maggiore specializzazione del personale, costituisce il perno attorno al quale ruota questa strategia espansiva. La precisione nella selezione dei casi, quella che viene indicata come vicina al 90%, si configura pertanto come il risultato di un lavoro di intelligence fiscale sempre più avanzato, il quale consente di concentrare le energie laddove il potenziale di recupero è maggiore, evitando di disperdere risorse in controlli a basso rendimento.

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