Fisco, per gli italiani 156 giorni di lavoro solo per le tasse

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli italiani, quest'anno, hanno lavorato per lo Stato fino al 6 giugno, impiegando i primi 156 giorni del 2025 esclusivamente per pagare tasse e contributi. Solo da quella data, come rivela l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, inizieranno a percepire un reddito destinato alle proprie esigenze, potendo contare sui restanti 209 giorni. Un calcolo, quello del cosiddetto “giorno di liberazione fiscale”, che fotografa una pressione tributaria complessiva stimata al 42,7 per cento del Prodotto interno lordo, il quale dovrebbe attestarsi intorno ai 2.256 miliardi di euro.

Questo onere, che grava in misura significativa sui contribuenti in regola, è ulteriormente aggravato dal fenomeno dell’evasione. Secondo le stime Istat relative al 2022, infatti, nel paese operano circa 2,5 milioni di lavoratori irregolari, i quali – privi di un regolare contratto o di partita Iva – sfuggono al fisco. Una situazione che, oltre a minare gli equilibri di bilancio, crea una disparità di trattamento insostenibile per chi paga puntualmente.

Il quadro nazionale, peraltro, presenta delle differenze territoriali non trascurabili. In Veneto, ad esempio, l’irregolarità si attesta al 7,2 per cento degli occupati, un valore di 2,5 punti inferiore alla media italiana. Analizzando i dati provinciali del Trentino-Alto Adige, che conta quasi 42 mila irregolari su un totale di 580 mila occupati, emerge come Bolzano, con un tasso del 6,6 per cento, detenga il primato di provincia più virtuosa dell’intero territorio nazionale, mentre Trento si attesta al 7,9.

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