Nuovi limiti a Roma: il centro storico viaggia a 30 km/h per una mobilità più sicura
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Redazione Interno
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Una rivoluzione silenziosa, che punta a modificare il ritmo stesso della città, è entrata in vigore questa mattina nelle strade del cuore di Roma. Da oggi, giovedì 15 gennaio 2026, l'intera area della Zona a Traffico Limitato del centro storico è soggetta al limite di velocità di 30 chilometri orari, una misura che, estendendosi dall'originario "Tridente" ad arterie di scorrimento come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e i Lungotevere, ridisegna la viabilità della Capitale. Il provvedimento, frutto di una delibera della Giunta capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, con l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, mira non a complicare gli spostamenti ma a renderli più fluidi e, soprattutto, più sicuri, seguendo un modello di "andamento lento" già adottato in altre grandi città italiane.
Velocità controllata e attraversamenti rialzati: gli strumenti della transizione
L’abbassamento del limite, che riguarda anche tratti ampi e apparentemente veloci come il Traforo, non rappresenta un intervento isolato bensì il perno di una strategia più articolata per la sicurezza stradale. A supporto della nuova regola, infatti, vengono dispiegati una serie di strumenti di controllo e moderazione del traffico. Oltre ai dispositivi autovelox già operativi su Tangenziale e viale Newton, ne vengono attivati cinque nuovi su via Colombo, mentre è prevista l’installazione di altri quaranta Photored entro il 2026, con particolare focus sugli incroci di maggiori dimensioni. Parallelamente, vengono realizzati 175 attraversamenti pedonali rialzati e nuove "strade scolastiche", misure che, insieme all’estensione del regime dei 30 km/h ad altre mille strade cittadine, intendono proteggere gli utenti più vulnerabili e ridurre il rischio di sinistri gravi, di cui la velocità eccessiva resta una delle cause primarie.
La scienza del traffico: perché trenta all'ora può far risparmiare tempo
Contrariamente a un’opinione diffusa, imporre un limite così stringente non si traduce necessariamente in un aumento dei tempi di percorrenza; anzi, gli studi sulla fluidità del traffico indicano che una velocità costante attorno ai 30-35 km/h rappresenta il valore ottimale per lo scorrimento veicolare. Viaggiare a un’andatura uniforme, eliminando le brusche accelerazioni e le frenate improvvise che generano il tipico effetto "a fisarmonica", permette di spostare lo stesso numero di auto mantenendo un flusso più regolare. Se ne ricava, di conseguenza, un doppio vantaggio: si ottiene una riduzione dello stress per i conducenti e, non secondaria, una sensibile diminuzione dell’inquinamento acustico, che trasforma l’esperienza di guida e di vita negli spazi urbani.
Sicurezza e riqualificazione: l’obiettivo di lungo periodo
L’iniziativa romana, che allinea la città a esperienze consolidate come quelle di Bologna e Milano, va dunque interpretata oltre la semplice imposizione di un divieto. Si tratta di un tassello di un disegno più ampio, che punta a riequilibrare l’uso dello spazio pubblico e a privilegiare la sicurezza delle persone. La scelta di concentrare i controlli elettronici in punti critici e di modificare fisicamente la sede stradale con dossi e attraversamenti rialzati dimostra una volontà di rendere strutturale e duraturo il cambiamento. L’obiettivo dichiarato è quello di abbattere il numero e la gravità degli incidenti, intervenendo su una variabile chiave come la velocità, in un’ottica di prevenzione che guarda alla riqualificazione complessiva dell’ambiente urbano.




