Massimo Boldi, annullato un evento a Lugagnano dopo la bufera per la battuta sessista
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Redazione Sport
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La bufera scatenata da una battuta durante un'intervista continua a travolgere Massimo Boldi, costretto ora a registrare l'annullamento di un appuntamento con il pubblico. L'amministrazione comunale di Lugagnano, un paese nell'Appennino piacentino, ha infatti comunicato all'attore la decisione di cancellare l'evento che lo avrebbe visto protagonista sul palco del teatro Anna Barani il prossimo 5 febbraio. La scelta, presa con anticipo per evitare polemiche, arriva a pochi giorni dalla rimozione di "Cipollino" dalla lista dei tedofori per la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, una conseguenza diretta delle parole da lui pronunciate. Quelle stesse parole, che l'attore aveva definito come una semplice battuta, hanno dunque innescato una reazione a catena i cui effetti si prolungano nel tempo, toccando anche impegni già fissati da mesi.
La battuta che ha fatto saltare la fiaccola
Tutto ha avuto origine da un colloquio con Il Fatto Quotidiano, pubblicato pochi giorni fa, nel quale Boldi, rispondendo a una domanda sui suoi sport preferiti, aveva deviato su un terreno scivoloso. Dichiarando di non essere sportivo, se non per gli aperitivi e per "la fa", una volgarità abbreviata che allude agli incontri sessuali, l'interprete lombardo ha prodotto una reazione immediata da parte del Comitato Olimpico. Il Coni, che in quel momento stava ultimando le liste dei tedofori per il percorso della fiamma verso i Giochi invernali del 2026, ha agito in maniera rapida, estromettendolo dal prestigioso incarico. Una decisione che, se da un lato ha chiuso la partita olimpica, dall'altro ha aperto un dibattito pubblico più ampio sul linguaggio e sui suoi limiti, trascinando con sé anche iniziative apparentemente lontane dal contesto sportivo.
La mossa del comune per tagliare corto
Proprio per non alimentare ulteriormente quel dibattito, e per non trovarsi al centro di contestazioni, il sindaco di Lugagnano ha preferito agire in via preventiva, annullando la serata con Boldi. L'amministrazione, che si era impegnata a rimborsare i biglietti già acquistati, ha quindi posto fine a un evento culturale che era stato programmato senza presupporre alcuna controversia. Questo episodio dimostra come certi temi, una volta esplosi a livello nazionale, possano riverberarsi anche in realtà locali, influenzandone le scelte e imponendo agli amministratori valutazioni che vanno oltre il semplice intrattenimento. Si tratta, in definitiva, di una misura cautelare, presa in un'atmosfera generale di grande attenzione verso le dichiarazioni pubbliche delle personalità note.
Il contesto olimpico in evoluzione
Mentre la vicenda personale di Boldi si sviluppava, il mondo olimpico italiano proseguiva il suo cammino organizzativo. A pochi giorni dalla cerimonia di apertura dei Giochi, il Coni ha infatti ufficializzato la lista degli 87 atleti azzurri che gareggeranno negli sport sul ghiaccio, un gruppo selezionato dalla Giunta e accompagnato da una missione di supporto guidata dal segretario generale. Si delinea così, in parallelo, il quadro completo della rappresentativa nazionale, un lavoro che procede indipendentemente dalle polemiche ma che ne è stato toccato marginalmente proprio dalla questione dei tedofori. La fiaccola, privata di uno dei suoi portatori più noti, continuerà il suo viaggio verso Milano e Cortina, mentre l'attore dovrà fare i conti con le conseguenze di poche parole, valutate come fuori luogo in un momento di celebrazione dello sport e dei suoi valori.




