La Lazio riabbraccia Sarri: Baroni verso l’addio, il tecnico toscano firma fino al 2027

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Maurizio Sarri torna alla Lazio, riprendendo quel legame che non si era mai spezzato nonostante le dimissioni del marzo 2024. L’annuncio, ufficializzato dal direttore sportivo Angelo Fabiani, chiude il ciclo di Marco Baroni e apre un nuovo capitolo per i biancocelesti, con un contratto biennale più opzione per il terzo anno. "La S.S. Lazio è lieta di annunciare il ritorno di Maurizio Sarri alla guida della Prima Squadra", si legge nella nota del club, che sottolinea come il tecnico abbia "saputo esprimere idee, gioco e appartenenza" nel suo precedente mandato.

Sarri, che aveva lasciato la panchina dopo un periodo turbolento, non ha mai nascosto il suo affetto per la piazza romana. "La lazialità ti entra dentro e ti rimane nell’anima", aveva dichiarato più volte, arrivando a ipotizzare persino di chiudere la carriera sulla panchina biancoceleste. "Il mio obiettivo è allenare la Lazio nella sua prima partita al Flaminio", aveva aggiunto in passato, dimostrando un attaccamento che va oltre il semplice rapporto professionale.

Il ritorno del "Comandante" – come lo chiamano i tifosi – non è una sorpresa, dato che i colloqui tra la dirigenza e il suo entourage erano già avanzati da giorni. Fabiani, in un’intervista all’Adnkronos, aveva anticipato l’accordo, confermando che Sarri avrà "piena decisione sul mercato", garanzia fondamentale per un tecnico che punta a plasmare la squadra secondo la sua visione. La Gazzetta dello Sport aveva già riportato i dettagli dell’intesa, evidenziando come la fiducia reciproca abbia giocato un ruolo chiave.

Intanto, Marco Baroni è destinato a lasciare la capitale dopo una gestione breve e non priva di difficoltà. Il suo nome ora circola per altre panchine, con alcune squadre di metà classifica già in pole position per assicurarsene le prestazioni. La sua partenza, però, passa in secondo piano rispetto al ritorno di Sarri, che riporta in auge quel gioco offensivo e quella identità tattica che avevano caratterizzato la sua prima esperienza.

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