Salvini e l'abbraccio all'ambasciatore russo che imbarazza il governo
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Redazione Interno
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L'immagine, diffusasi con rapidità sui social network, ritrae un sorridente Matteo Salvini mentre stringe in un caloroso abbraccio Alexei Paramonov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia. L'episodio, sebbene apparentemente confinato in un contesto diplomatico come il ricevimento per il 76° anniversario della Repubblica Popolare Cinese, ha immediatamente oltrepassato i confini della cerimonia ufficiale, trasformandosi in un caso politico di rilievo. L'incontro, avvenuto martedì sera presso la sede diplomatica cinese a Roma, è apparso anacronistico a molti osservatori, considerando che proprio in quelle ore il presidente russo Vladimir Putin supervisionava imponenti esercitazioni militari con oltre centomila uomini.
Il leader della Lega, vicepremier di un esecutivo saldamente ancorato all'alleanza atlantica e tra i più fedeli sostenitori di Washington in Europa, non ha mostrato esitazione nel rivendicare pubblicamente il proprio gesto. «Preferisco una stretta di mano a uno sguardo rabbioso», ha dichiarato Salvini, rispondendo alle critiche che gli sono piovute addosso da più parti. Una presa di posizione che sembra voler sottolineare una continuità con quella passione mai sopita per Mosca che ha a più riprese caratterizzato la sua carriera politica, nonostante gli attuali equilibri di governo.
Le reazioni, come prevedibile, non si sono fatte attendere. Il Partito Democratico ha definito senza mezzi termini «vergognoso» l'atteggiamento del ministro, evidenziando la stridente contraddizione tra un gesto di tale familiarità e la posizione ufficiale dell'Italia, che condanna l'aggressione russa in Ucraina. L'ambasciatore Paramonov, del resto, aveva attaccato pesantemente il nostro paese poche ore prima dell'evento, un dettaglio che ha acuito il senso di disagio per quella che molti hanno interpretato come una mancanza di tatto e coerenza istituzionale.




