Trump preme su Zelensky, ma Kiev chiede i Patriot per fermare gli attacchi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Russia "vorrebbe concludere un accordo" e l'Ucraina deve fare la sua parte. Donald Trump torna a dettare la linea dalla Casa Bianca e lo fa con una formula che non lascia margini: "Vogliamo che Zelensky faccia un accordo, deve voler mettere fine alla guerra". La dichiarazione, rilasciata nello Studio Ovale, arriva mentre il suo inviato Steve Witkoff è in viaggio verso Oslo per un nuovo round di colloqui con il presidente ucraino.

Il quadro che emerge è quello di una frattura sempre più profonda tra Washington e Kiev, dopo mesi di quella che molti osservatori avevano definito un'alleanza solida malgrado gli attriti personali mai del tutto sopiti.

Il muro contro muro sui sistemi di difesa aerea

Il punto di attrito più concreto riguarda i missili intercettori per i sistemi Patriot. Zelensky, in una intervista al Corriere della Sera, ha raccontato di aver proposto a Trump uno scambio chiaro: fermare per trenta giorni gli attacchi ucraini alle raffinerie russe in cambio della fornitura di missili intercettori americani per proteggere le infrastrutture energetiche. La risposta, secondo il leader ucraino, è stata un rifiuto.

"Ci chiedono soltanto di fermarci", ha detto Zelensky, precisando che le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà già in atto. "È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump, ma tra partner deve esserci onestà".

La ricostruzione fornita da Zelensky ai senatori americani aggiunge particolari. Secondo quanto riportato da Axios, il presidente ucraino ha spiegato che la sua proposta prevedeva una pausa di trenta giorni negli attacchi alle raffinerie, con in cambio la fornitura di intercettori Patriot. Gli inviati di Trump, Jared Kushner e lo stesso Witkoff, non avrebbero mostrato alcun interesse per l'ipotesi.

Zelensky ha anche riferito che gli Stati Uniti starebbero consegnando solo dodici intercettori al mese, una frazione rispetto ai ritmi dell'amministrazione precedente, e che le scorte ucraine di missili Patriot provenienti dagli alleati sono quasi esaurite. La conseguenza, ha aggiunto, è che l'Ucraina non può difendere adeguatamente la propria rete energetica in vista dell'inverno.

Witkoff a Oslo e il nodo dei negoziati

Mentre Trump parla nello Studio Ovale, la diplomazia prova a muoversi su un altro binario. Witkoff è arrivato a Oslo per incontrare Zelensky, in un vertice voluto dallo stesso presidente ucraino e ospitato da Norvegia e Finlandia. Il premier norvegese Jonas Gahr Støre ha confermato che l'obiettivo è riportare il lavoro diplomatico "su un binario più costruttivo", con l'elaborazione di una proposta di pace da sottoporre alla Russia. All'incontro partecipa in collegamento anche Kushner, mentre nelle prossime ore Witkoff dovrebbe proseguire per San Pietroburgo per un confronto con Vladimir Putin.

Zelensky, dal canto suo, ha ribadito la disponibilità a negoziare: "Se vogliono discutere di un accordo di pace con Putin, siamo sempre aperti. Nonostante tutto, perché la pace è la priorità".

Sul piano umanitario, Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con Papa Leone XIV. Al centro del colloquio, come riferisce la Sala Stampa vaticana, la situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, dove la popolazione civile è rimasta senza cibo. Il Pontefice ha richiamato la richiesta di tregua umanitaria già avanzata a Putin e ha auspicato che la collaborazione tra le parti consenta l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura dei civili.

Zelensky ha poi riferito sui social di aver illustrato al Papa anche l'escalation russa e i ritardi negli avvertimenti dei partner occidentali su alcuni attacchi missilistici.

La guerra ibrida e il fronte europeo

Nella stessa intervista, Zelensky ha allargato il discorso al ruolo dell'Europa, sostenendo che la Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro diversi Paesi del continente, Italia compresa, attraverso televisione, internet e social network. "Cittadini italiani, francesi, ucraini e spagnoli devono decidere come vivere e chi eleggere, non i russi", ha affermato, aggiungendo che Mosca sfrutta questioni come la migrazione per seminare divisione.

Sul rapporto con Roma, il presidente ucraino ha speso parole di apprezzamento per Giorgia Meloni, con cui dice di avere un rapporto eccellente, e ha citato la collaborazione con Leonardo nel settore della difesa come esempio di un partenariato che porta vantaggi anche all'industria italiana. La richiesta rivolta agli alleati europei è di rafforzare la difesa aerea ucraina prima dell'inverno, con la fornitura di ulteriori intercettori Patriot.

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