Firenze capitale del wedding, l’evento con centinaia di operatori e un fatturato in crescita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prendono il via da oggi, e proseguiranno fino al 21 febbraio, le quattro giornate di Italy for Weddings – The Event, l’appuntamento business to business che per la sua quarta edizione ha scelto Firenze come palcoscenico. La città, crocevia globale del destination wedding, ospita nei suoi spazi più rappresentativi – si parte dalla Cattedrale dell’Immagine per finire alle Serre Torrigiani – centoquaranta professionisti provenienti da ogni angolo del pianeta, e tra questi cento sono wedding planner stranieri. Un’iniziativa, questa, organizzata dal Convention Bureau Italia con il patrocinio del Comune, il finanziamento del Ministero del Turismo e il supporto di ENIT, che trasforma il capoluogo toscano in una vetrina internazionale per un settore in piena espansione -1.

Un giro d’affari da 213 milioni per la regione

Il comparto, del resto, viaggia a ritmi sostenuti e i numeri presentati nei giorni scorsi dall’assessore regionale all’economia e al turismo, Leonardo Marras, durante l’inaugurazione della manifestazione, non lasciano spazio a interpretazioni: il fatturato toscano legato ai matrimoni delle coppie straniere è passato dai centosessanta milioni del periodo pre-pandemia agli attuali duecentotredici. Una crescita che trova conferma anche nell’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Destination Wedding in Italy: nel 2025 sono stati circa 16.700 i matrimoni di coppie straniere celebrati sull’intero territorio nazionale, con un incremento del 9,8% rispetto all’anno precedente e un indotto complessivo che ha sfiorato il miliardo e cento milioni di euro -10. La Toscana, in questo scenario, si conferma una delle mete più ambite a livello mondiale, e non soltanto per le sue città d’arte.

Borghi e dimore storiche, la preferenza va al territorio diffuso

Sfogliando i dati diffusi da Fondazione Destination Florence e dal Centro Studi Turistici, emerge con chiarezza come oltre la metà delle celebrazioni – più del sessantacinque per cento – venga ospitata in borghi, castelli, ville e residenze storiche, segno di una domanda che cerca l’autenticità del paesaggio e il fascino dei luoghi meno battuti dal turismo di massa -2. Le coppie, specialmente quelle provenienti dagli Stati Uniti che rappresentano la fetta più consistente del mercato, ma anche dal Regno Unito, dall’Australia e dal Canada, non cercano più soltanto una cerimonia, ma un’esperienza totale da condividere con i propri invitati. Un progetto di viaggio, lo si potrebbe definire, che trasforma il matrimonio in un evento multiday fatto di tour alla scoperta dei vigneti, corsi di cucina e momenti di intrattenimento pensati per coccolare gli ospiti e far vivere loro l’essenza del territorio.

Verso una destagionalizzazione del turismo nuziale

Un altro aspetto rilevante, che gli operatori del settore sottolineano con insistenza, riguarda la capacità del wedding tourism di distribuire i flussi turistici lungo tutto l’arco dell’anno. L’analisi condotta dall’Osservatorio evidenzia infatti un leggero calo delle celebrazioni nei mesi tradizionalmente più congestionati, quelli che vanno da giugno a settembre, e un corrispondente aumento nel primo e nell’ultimo trimestre -2. Un fenomeno, questo, che aiuta a decongestionare i centri storici e a valorizzare le località anche nei periodi di bassa stagione, regalando a Firenze e ai suoi dintorni un’atmosfera più intima e vivibile. Il modello, insomma, è quello di un turismo di fascia medio-alta, che non si limita a consumare il territorio ma contribuisce a valorizzarlo, e che vede nel wedding uno dei suoi segmenti più strutturati e governabili, capace di attivare una filiera composta da oltre mille imprese tra servizi diretti e indotto.

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