Le Mans, la Toyota accelera a due ore dal traguardo: caduta di tensione tra le Hypercar

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mancano ormai solo due tornate di orologio alla conclusione della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, e il terzo round del FIA World Endurance Championship 2026 si appresta a vivere un epilogo tutt’altro che scontato. Nelle ultime fasi della ventunesima ora, quando il duello tra Cadillac e Toyota sembrava destinato a infiammare la corsa, è arrivato un colpo di scena inatteso in Classe LMP2, dove la Oreca #30 della Duqueine è stata costretta al ritiro.

Richard Verschoor, dominatore fino a quel momento a bordo della 07-Gibson, ha dovuto accostare a bordo pista – complice un improvviso cedimento tecnico al freno anteriore sinistro – provocando un breve regime di Full Course Yellow che ha inevitabilmente influenzato le strategie dei diretti contendenti per la vittoria assoluta.

La rimonta giapponese e i problemi di gioventù della Cadillac

La situazione al vertice si è fatta improvvisamente più chiara per Toyota, che proprio al termine del regime di neutralizzazione ha messo la freccia sfruttando un pit stop emergenziale effettuato dalla rivale statunitense. La Cadillac #12, protagonista indiscussa della notte, ha dovuto infatti effettuare una sosta supplementare per un intervento non programmato, cedendo così il passo alla TR010 Hybrid #7 che ora guida davanti alla BMW #20.

Le giapponesi, a questo punto della gara, sembrano avere qualcosa in più rispetto alla concorrenza, una sensazione che trova conferma nei distacchi: le Ferrari – a lungo annunciate come possibili outsider – si trovano ormai rinchiuse al quinto e sesto posto, seguite a debita distanza dall’Alpine e dall’Aston Martin. Alle spalle del gruppone che conta, la lotta per la top ten vede la Cadillac del Wayne Taylor Racing in nona posizione, mentre le Peugeot hanno salutato definitivamente ogni velleità di rimonta.

Lmp2 e Lmgt3: la staffetta del comando passa alla Polonia

Con il ritiro della Duqueine, in LMP2 si è definitivamente spalancata la strada verso il successo per il team Inter Europol: le Oreca #343 e #43 sono infatti riuscite a sverniciare le rivali, lasciandosi alle spalle la Forestier by Panis e la Vector Sport, impegnate in un duello a sé per la conquista del gradino più basso del podio di categoria. In casa Idec Sport, invece, si registra una rimonta ordinata che la porta al sesto posto, mentre in LMP2 Pro/Am la CrowdStrike-APR continua a guidare la classifica, tallonata dalla AF Corse e dalla AO Racing by TF.

Per quanto riguarda la Classe LMGT3, la situazione è quantomai fluida: la Corvette-TF Sport #33 ha appena scrollato di dosso la pressione dell’Aston Martin, ma deve guardarsi le spalle da un’altra vettura americana, la #23, risalita prepotentemente in seconda posizione. Le Lexus-ASP non hanno ancora mollato la presa sul primato, mentre le Ferrari di AF Corse e Kessel Racing occupano la sesta, ottava e nona piazza, con la BMW-WRT #32 a fare da spettatrice in mezzo a questo vivace scacchiere.

La safety car condiziona la gestione delle risorse

Il finale di gara, va detto, è stato reso ancora più insidioso da un incidente che avrebbe potuto cambiare le carte in tavola: il violento impatto della Porsche 911 GT3 R del Manthey DK Engineering contro le barriere, avvenuto durante la ventesima ora, ha costretto la direzione gara a richiamare in pista la Safety Car per la seconda volta. Ayhançan Guven, alla guida della #91, ha perso il controllo del volante in uscita dalla prima chicane del rettilineo dell'Hunaudières, finendo dritto contro le protezioni e demolendo la vettura.

Un incidente, questo, che ha neutralizzato la corsa per un lungo lasso di tempo e ha vanificato i vantaggi accumulati fino a quel momento da alcuni dei protagonisti.

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