L'addio a Navalny, il dissidente che ha sfidato la tirannia
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Redazione Esteri
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Aleksei Navalny, il noto dissidente russo, è morto misteriosamente all'età di 47 anni nella colonia penale dell'Artico dove era detenuto. La sua scomparsa ha scatenato una serie di manifestazioni in varie città del mondo la sera del 16 febbraio.
Manifestazioni in tutto il mondo
Davanti all'ambasciata russa negli Stati Uniti a Washington, al consolato russo a New York, a Londra, a Erevan in Armenia e davanti alla sede dell'ONU a Ginevra, si sono tenute manifestazioni in omaggio a Navalny. La sua morte ha suscitato un'ondata di proteste e di riconoscimento per il suo coraggio e la sua determinazione.
Il ricordo di Muratov
Dmitrij Muratov, direttore della defunta "Novaja Gazeta" e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2021, ha espresso il suo cordoglio per la morte di Navalny. Il giornale indipendente "Novaja Gazeta", per cui scriveva Anna Politkovskaja, fu costretto a chiudere nel 2022 a seguito dell'approvazione delle leggi russe che puniscono le "fake news" e il discredito sulle forze armate.
Obama: un esempio di coraggio
L'ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha reso omaggio a Navalny definendolo un "impavido difensore delle sue convinzioni". Ha sottolineato come Navalny sia morto senza essere stato piegato dalla tirannia a cui si opponeva, combattendo la corruzione e ispirando milioni di persone. Obama ha concluso dicendo che Navalny "è morto difendendo inflessibilmente la sua visione di un futuro migliore per il suo Paese: una visione e un esempio coraggioso che non morirà mai".




