Addio a Oscar Schmidt, la «Mano Santa» del basket mondiale si spegne a 68 anni dopo una lunga battaglia
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Redazione Sport
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Il mondo della pallacanestro ha perso uno dei suoi interpreti più straordinari e prolifici. Oscar Schmidt Bezerra, leggenda assoluta del basket brasiliano e internazionale, è morto all’età di 68 anni nella tarda serata di venerdì, come confermato da un comunicato ufficiale della sua famiglia e ripreso dalla stampa internazionale. L’ex atleta, che lottava da circa quindici anni contro un tumore al cervello, si era spento presso l’Ospedale Municipale Santa Ana a Santana de Parnaíba, nello stato di San Paolo, dove era stato ricoverato d’urgenza a seguito di un improvviso malore. La notizia, inizialmente anticipata dalla CNN Brasil, ha fatto rapidamente il giro del mondo, lasciando un vuoto profondo non solo in Sudamerica, ma anche in quelle città italiane, come Caserta e Pavia, che lo avevano adottato e trasformato in un’icona nazionale.
Una carriera da record e il primato mondiale di punti
Conosciuto affettuosamente come «Mão Santa» per la sua precisione chirurgica nel tiro da lontano, Schmidt ha scolpito il suo nome nelle cronache sportive grazie a una voracità realizzativa senza precedenti. Nel corso di una carriera durata quasi tre decenni, tra club e nazionale, ha messo a segno la cifra impressionante di 49.737 punti, un record mondiale assoluto che lo ha visto in cima alla lista dei migliori marcatori di sempre per trent’anni. Questo primato, sembrava destinato a rimanere intoccabile, è stato superato solo nel novembre del 2024 dalla stella americana LeBron James, un passaggio di consegne che ha ufficialmente sancito la grandezza del fuoriclasse brasiliano anche agli occhi delle nuove generazioni. Nonostante non abbia mai militato nella Nba – scelse di rinunciare al draft dei New Jersey Nets nel 1984 pur di difendere i colori della sua Seleção – il suo valore è stato universalmente riconosciuto con l’inserimento nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, dove è l’unico brasiliano ad avere un posto d’onore.
Il mito in Italia: da Caserta a Pavia
È stato proprio sul suolo italiano, lontano dai riflettori americani, che Oscar Schmidt ha costruito gran parte della sua leggenda europea. Arrivato in Campania nel 1982, trasformò la Juvecaserta da realtà di provincia a potenza del basket nostrano, guidandola alla promozione in Serie A1 già al primo anno e conquistando poi una storica Coppa Italia nel 1988. Le sue cifre nel campionato italiano assumono contorni quasi irreali: con 13.957 punti segnati in maglia bianconera (e successivamente a Pavia, dove giocò dal 1993), Schmidt è tuttora lo straniero più prolifico di sempre nella massima serie, vantando una media punti a partita di 34,6 che nessun altro import ha mai eguagliato. Per ben 28 volte ha infranto la barriera dei 50 punti in una singola gara, alimentando un mito che la stessa Caserta ha voluto eternizzare ritirando la sua maglia numero 18.
L’eredità olimpica e gli ultimi anni di battaglia
Parallelamente alle imprese in Europa, Schmidt vestiva la maglia verdeoro con una devozione assoluta. Partecipante a cinque edizioni dei Giochi Olimpici, da Mosca 1980 ad Atlanta 1996, il brasiliano detiene ancora oggi il record assoluto di punti realizzati nella competizione a cinque cerchi, fermo a quota 1.093. Il suo capolavoro più iconico rimane però la finale dei Giochi Panamericani del 1987 a Indianapolis, quando i suoi 46 punti piegarono il dream team universitario degli Stati Uniti, regalando al Brasile un oro storico. Negli ultimi anni, la vita del campione era stata segnata dalla recidiva della neoplasia celebrale contro cui combatteva dal 2010; nonostante i momenti di sollievo e la sua nomina a coordinatore delle giovanili, la malattia lo ha costretto a un ricovero che si è rivelato fatale, chiudendo il sipario su una delle carriere più affascinanti e gloriose del basket mondiale.
Meta Description: Addio a Oscar Schmidt, leggenda del basket mondiale. La “Mano Santa” aveva 68 anni. Record di punti e icona della Juvecaserta.




