Starship di SpaceX esplode in volo: secondo fallimento consecutivo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il sesto marzo, alle 17.30 ora locale, dalla base di Boca Chica in Texas, si è sollevata la Starship di SpaceX, il megaveicolo spaziale progettato da Elon Musk per future missioni lunari e marziane. Obiettivo del test, che avrebbe dovuto durare un’ora, era simulare il collocamento in orbita di satelliti. Tuttavia, pochi minuti dopo il decollo, la missione si è conclusa in modo drammatico: la capsula è esplosa in quota, disintegrandosi in una pioggia di detriti incandescenti che ha illuminato il cielo della Florida. Il contatto con il veicolo è stato perso rapidamente, e l’evento, ripreso da più angolazioni, è diventato virale sui social network.
Non si tratta del primo fallimento per Starship. Già nel gennaio scorso, durante un test simile, la navicella era esplosa in volo, generando una “costellazione” di frammenti che aveva costretto le autorità a bloccare temporaneamente il traffico aereo nella zona. Questa volta, però, il razzo Super Heavy, il primo stadio dotato di una trentina di potenti motori, è riuscito a compiere una manovra spettacolare: dopo aver sganciato la capsula, è rientrato atterrando sulla rampa di lancio, afferrato da due bracci meccanici. Una tecnica che solo SpaceX ha finora padroneggiato.
L’azienda, in un post pubblicato su X, ha definito l’incidente come un “rapido disassemblaggio non programmato”, una formula che non nasconde la gravità del problema. Con due esplosioni consecutive in otto test, il bilancio non è certo entusiasmante per un veicolo che la Nasa intende utilizzare nelle prossime missioni lunari del programma Artemis, il cui obiettivo è riportare astronauti sulla Luna entro il 2025.
I detriti della capsula, caduti sui Caraibi, hanno nuovamente costretto le autorità a interrompere brevemente il traffico aereo in diversi aeroporti statunitensi, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei test in aree popolate. Nonostante i ripetuti fallimenti, SpaceX continua a lavorare sul progetto, considerato cruciale per il futuro dell’esplorazione spaziale. Tuttavia, le sfide tecniche rimangono significative, e ogni esplosione rappresenta un passo indietro in un percorso già complesso.




