Tajani: "In Iran carneficina, pronta proposta Ue sui Pasdaran"
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Redazione Interno
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La Farnesina, in un clima di crescente tensione diplomatica con Teheran, ha proceduto a una riduzione del personale presente nell'ambasciata italiana in Iran, misura che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha motivato come un atto di "prudenza". La decisione, seppure non dettagliata nelle sue modalità operative, giunge in risposta alla convocazione dell'ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, da parte delle autorità iraniane. Queste ultime hanno protestato per quelle che hanno definito "dichiarazioni irresponsabili" del ministro Tajani, il quale si è riferito ai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, in termini durissimi, paventandone la possibile designazione come organizzazione terroristica a livello europeo.
Le dichiarazioni che hanno inasprito il confronto
Il cuore della contesa risiede nelle parole pronunciate dal capo della diplomazia italiana, il quale, a margine di un evento istituzionale, ha ripetuto con fermezza concetti già espressi in precedenza. "Non è colpa nostra se in Iran c'è stata una carneficina", ha affermato Tajani, aggiungendo che "l'opposizione che era in piazza è stata massacrata". Il ministro ha poi fatto riferimento a un "importante e autorevole settimanale" che avrebbe stimato il numero delle vittime in circa trentamila unità, una cifra che, pur nella dichiarata incertezza sulla sua esattezza assoluta, è stata da lui giudicata comunque "inaccettabile". Sono proprio questi termini, e la menzione esplicita dei Pasdaran, ad avere provocato la reazione di Teheran, la quale ha ritenuto necessario chiamare in causa il capo missione italiano per un chiarimento ufficiale.
La risposta italiana e la prossima mossa europea
La replica di Roma non si è fatta attendere e si è articolata su due piani distinti ma convergenti: da un lato, la difesa delle proprie valutazioni politiche, considerate fondate su fatti di cui si assume la responsabilità; dall'altro, l'avvio di una contromisura concreta, seppure cautelativa, come la riduzione del personale diplomatico in loco. Tajani ha infatti respinto le critiche iraniane, ribadendo la sostanza del suo giudizio sugli avvenimenti interni al paese mediorientale. In parallelo, ha annunciato una precisa iniziativa di politica estera: in occasione del prossimo Consiglio Affari esteri dell'Unione Europea, l'Italia proporrà formalmente, "insieme ad altre sanzioni", di inserire il dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'UE. Una mossa, questa, che se approvata avrebbe rilevanti implicazioni sul piano giuridico e simbolico, segnando un'ulteriore e profonda frattura nei già complessi rapporti tra Bruxelles e Teheran.
Lo scenario diplomatico e le implicazioni
La vicenda, che si colloca in un quadro geopolitico estremamente sensibile, evidenzia come le dichiarazioni pubbliche di esponenti di governo possano innescare dinamiche rapide e conseguenti a livello internazionale. La convocazione di un ambasciatore rappresenta, nel linguaggio della diplomazia, un segnale di forte disappunto, mentre la riduzione del personale in un'ambasciata ne è spesso la logica risposta, volta a ridurre l'esposizione in un ambiente percepito come potenzialmente meno sicuro o più ostile. La proposta italiana di colpire i Pasdaran con una misura estrema, poi, trascende la bilaterale per proiettarsi sul palcoscenico europeo, testandone la coesione e la determinazione nel confronto con l'Iran. Resta da vedere, in questo complicato scacchiere, come evolverà il dialogo – o il suo contrario – tra le due capitali, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si appresta a gestire un dossier mediorientale che non può prescindere dalla valutazione del ruolo iraniano nella regione.




