L'Italia frena sul Mercosur, Lollobrigida: no a patto senza garanzie
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Redazione Interno
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Mentre la Commissione europea ha presentato il testo definitivo dell’accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – l’Italia, attraverso la voce del ministro per l’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha posto un netto paletto, chiedendo tutele inequivocabili per il settore agroalimentare nazionale, il quale, com’è noto, costituisce uno dei pilastri dell’economia del paese.
La posizione del governo Meloni, che si è distinta per un approccio realista e talvolta polemico verso le direttive di Bruxelles, appare come un tentativo di mediare tra le esigenze di apertura commerciale e la necessità di proteggere le produzioni di eccellenza, le quali potrebbero essere messe a rischio da un afflusso di merci soggette a standard differenti. “Nessun accordo senza garanzie”, ha sintetizzato il ministro, delineando una linea che contempera la collaborazione con la contestazione, ove necessario.
D’altronde, le trattative sul Mercosur, che proseguono da decenni, toccano nervi scoperti che vanno ben oltre il semplice scambio di beni, investendo questioni delicate come la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e le norme sul lavoro. Alcuni consorzi di categoria, come quello del Doc delle Venezie, vedono nell’apertura di quei mercati un’opportunità strategica per l’export, soprattutto per i prodotti a denominazione protetta che otterrebbero un riconoscimento formale.




