La Pac e il Mercosur, il governo esulta mentre l'opposizione frena
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le nuove linee guida per la Politica Agricola Comune 2028-2034, che hanno trovato un'intesa a Bruxelles, vengono presentate dall'esecutivo come un successo per l'agricoltura nazionale, tanto che il deputato di Fratelli d'Italia Fabrizio Rossi parla apertamente di un "incremento significativo delle risorse" e del "definitivo superamento" delle ipotesi di taglio che erano circolate in una fase preliminare. Una valutazione ottimistica, la sua, che si basa sulla possibilità concreta per gli stati membri di attingere in anticipo, già dal gennaio 2028, a una fetta dei fondi del bilancio agricolo europeo, il cui valore complessivo ammonta a novantatré miliardi di euro, un meccanismo che ha di fatto sbloccato anche il via libera al complesso accordo commerciale con i paesi del Mercosur.
Le critiche del Movimento 5 Stelle
Dall'altra parte dell'emiciclo, però, il giudizio è completamente ribaltato e il tono trionfalistico viene aspramente contestato: Filippo Scerra, parlamentare e questore del Movimento 5 Stelle, definisce "modeste" le variazioni ottenute e si dice "francamente sorpreso dal giubilo" del governo, sostenendo che non ci sia "nulla da celebrare", una posizione che sottolinea come, secondo l'opposizione, le tutele per il made in Italy nell'accordo con il Sud America siano ancora largamente insufficienti. Le sue parole, peraltro, colgono uno stato d'animo diffuso tra una parte degli operatori, che dopo mesi di proteste e di mobilitazioni – si pensi alla grande manifestazione di dicembre a Bruxelles – si aspettavano risposte più incisive e strutturali.
Lo sfondo delle proteste e il ruolo del Parlamento Ue
Quella manifestazione, che aveva portato centinaia di trattori nella capitale belga, rappresenta infatti solo l'episodio più visibile di una lunga fase di tensione, durante la quale le istituzioni comunitarie sono state sottoposte a una pressione costante, un lavoro di sollecitazione portato avanti anche all'interno del Parlamento europeo, dove il gruppo dei Socialisti e democratici ha giocato un ruolo non marginale. Sono state queste spinte, come viene riconosciuto, a imporre all'agenda politica la centralità della questione agricola, costringendo a un ripensamento che ha evitato il temuto "saldo zero" per i finanziamenti al settore.
La partita ora si sposta sull'applicazione
Ora, con il quadro finanziario definito e l'intesa sul Mercosur ormai sulla via della firma, la partita decisiva per gli agricoltori italiani si giocherà tutta sulla capacità di impiegare in modo efficace quelle risorse anticipate e di monitorare gli effetti concreti degli scambi commerciali, un terreno su cui le preoccupazioni per la difesa delle denominazioni e dei prodotti tipici restano altissime. La discrezionalità concessa ai governi nazionali nell'utilizzo dei fondi diventerà dunque il banco di prova per verificare la solidità degli annunci, in un contesto dove, come viene notato, le sole promesse non bastano più a placare un settore che chiede garanzie di redditività e di futuro.




