Tav, l’Ue bacchetta i No Tav: “Violenze inaccettabili”. Il prefetto vieta il campeggio, braccio di ferro a Venaus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Unione Europea è intervenuta con nettezza sulla vicenda dei cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, definendo gli attacchi degli attivisti No Tav “inaccettabili” e ribadendo il valore strategico di un’infrastruttura che, nelle intenzioni di Bruxelles, è destinata a servire milioni di cittadini europei.

La presa di posizione della Commissione, arrivata attraverso una nota ufficiale, giunge al culmine di un fine settimana segnato da duri scontri e da un’irruzione nei pressi dell’area dei lavori, episodi che hanno spinto le autorità locali a inasprire le misure di controllo sul territorio.

La dichiarazione europea, nel condannare senza appello le azioni violente, ha voluto sottolineare come il progetto rappresenti un tassello fondamentale del Corridoio Mediterraneo e del più ampio piano Ten-T, la rete di trasporti transeuropea che mira a ridurre i colli di bottiglia e a migliorare la fluidità degli scambi commerciali tra i Paesi membri.

La condanna di Bruxelles e il valore strategico dell’infrastruttura

Secondo quanto si apprende dalla nota diffusa dagli uffici di Bruxelles, “la violenza e l'intimidazione non hanno posto in Europa” e gli attacchi contro il progetto Lione-Torino “non possono minare un investimento strategico che serve milioni di europei”. Le parole dei funzionari europei, che hanno parlato esplicitamente di “violenze inaccettabili”, tracciano un confine netto tra la protesta legittima e l’azione diretta contro ciò che viene considerato un’opera prioritaria per lo sviluppo della mobilità continentale.

L’infrastruttura, infatti, è destinata a incrementare l’efficienza del trasporto merci e passeggeri lungo l’asse est-ovest, riducendo i tempi di percorrenza e alleggerendo il traffico su gomma attraverso le Alpi, un nodo storicamente critico per le economie di Francia e Italia. La posizione dell’esecutivo comunitario, che arriva a poche ore dall’assalto ai cantieri di questi giorni, sembra voler blindare il sostegno politico all’opera, al di là delle divisioni interne che da anni caratterizzano il dibattito sulla cosiddetta “Tav” in Valle di Susa.

Il prefetto vieta il campeggio, l’ordinanza tra Susa e Bussoleno

Sul fronte interno, il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha firmato un’ordinanza che vieta “l'attività di campeggio libero nell'intero territorio di Susa e di Bussoleno dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle 7 di lunedì 3 agosto”.

Il provvedimento, che fa esplicito riferimento all’iniziativa di campeggio annunciata dagli attivisti del movimento No Tav insieme ad alcuni esponenti dell’ex centro sociale Askatasuna, giustifica la misura con la necessità di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, sottolineando che si prescinde dalla comunicazione preventiva “ricorrendo le ragioni d'urgenza”.

La stretta è stata comunicata tramite un foglio affisso nei pressi del presidio di San Giuliano, a ridosso delle aree interessate dai lavori per l’alta velocità, e rappresenta l’ultimo atto di un crescendo di tensione che ha visto la polizia schierata in forze per prevenire nuovi scontri. L’ordinanza, valida fino alla mattina di lunedì prossimo, ha di fatto messo fuori legge la tradizionale quattro giorni in tenda che ogni anno, in questo periodo, richiama centinaia di attivisti nella zona di Traduerivi, nelle vicinanze di un cantiere strategico per l’avanzamento dei lavori.

Braccio di ferro a Venaus e le parole dell’eurodeputata Sardone

Nonostante il divieto, gli attivisti hanno comunque proceduto a montare le tende a Venaus, innescando un braccio di ferro con le forze dell’ordine che hanno chiesto loro di lasciare l’area, come confermato dagli stessi manifestanti. La tensione, palpabile lungo la valle, si è accompagnata alle dichiarazioni di Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, che ha commentato l’ordinanza prefettizia con toni molto duri: “Meno male, quello che è accaduto è incredibile, dobbiamo iniziare a definirli per quello che sono, terroristi.

Non possono essere ammessi certi comportamenti, certi attacchi alle forze dell’ordine in Italia. È ora di dire basta”. Le parole dell’esponente leghista, che riprendono una linea già emersa in passato tra le fila della maggioranza di governo, arrivano a corollario di un week end di fuoco che ha visto l’assalto ai cantieri e i successivi scontri con la polizia, un episodio che ha riacceso il dibattito politico sulle modalità di gestione del dissenso in un’area da anni al centro di un conflitto sociale e ambientale.

La scelta del prefetto di vietare il campeggio, infatti, è stata letta come un tentativo di disinnescare preventivamente qualsiasi forma di assembramento che potesse degenerare in nuovi episodi di violenza, mentre i rappresentanti del movimento No Tav continuano a rivendicare il diritto a manifestare pacificamente contro un’opera che ritengono dannosa per il territorio.

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