Inzaghi e l’Inter: "Il bello deve ancora venire" dopo la semifinale da antologia
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Redazione Sport
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La voce di Simone Inzaghi, carica di quella tensione che solo una partita come Inter-Barcellona può regalare, non tradisce emozioni eccessive, ma la soddisfazione di chi sa di aver scritto una pagina di storia. "È stata un’altalena incredibile in tutti i 130 minuti", ha confessato al Tg1, sottolineando come i cambi abbiano fatto la differenza e come Yann Sommer, tra i protagonisti assoluti, abbia "fatto cose bravissime". Quanto alla paura di un infarto, il tecnico nerazzurro ha sorriso: "No, devo essere sincero. Vivo le partite con molta adrenalina".
Quella disputata tra San Siro e il Camp Nou è stata una semifinale che ha ribaltato ogni pronostico, trasformando giocatori spesso ai margini dei riflettori in eroi per una notte. Denzel Dumfries, tra andata e ritorno, ha firmato due gol e tre assist, mentre Lautaro Martínez ha giocato nonostante un’elongazione muscolare accusata pochi giorni prima. Marcus Thuram, ormai allo stremo, ha resistito in campo per quasi sessanta minuti, dimostrando una tenacia che ha sorpreso persino i tifosi più critici.
A rendere epico lo scontro, però, non sono state solo le prestazioni in campo, ma anche le immagini destinate a rimanere nell’immaginario collettivo: i tifosi interisti usciti dallo stadio sotto il temporale, le lacrime di Sommer tra i pali, il gesto tecnico di Francesco Acerbi e Inzaghi solo sotto la pioggia, mentre il tempo sembrava sospeso. Una partita che, come ha osservato qualcuno, "ti ruba un pezzo di vita", lasciando un vuoto che nessuna vittoria potrà mai colmare.




