Lvmh, conti in utile per 5,7 miliardi ma il titolo resta lontano dai massimi storici
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Redazione Economia
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Scambia in profitto la holding francese Lvmh, che nella seduta del 29 luglio ha messo a segno un rialzo del 2,34%, in una giornata di cauto ottimismo per i titoli del lusso. Un movimento che, però, non basta a cancellare la debolezza relativa mostrata dal titolo nell'ultima settimana, con una performance più fiacca rispetto all'andamento del Cac40, circostanza che potrebbe tradursi in altrettante opportunità di vendita da parte degli operatori di mercato.
Sul fronte dell'analisi tecnica, lo scenario di medio periodo della multinazionale del lusso continua a ratificare la tendenza negativa della curva, sebbene l'analisi del grafico a breve termine evidenzi un allentamento della fase ribassista, propedeutico a un possibile innalzamento verso la prima area di resistenza individuata a 486,3 euro, con un supporto posto a 476,4 euro e un target rialzista successivo indicato in area 496,3 euro.
Le ombre di un passato da record
Fino a qualche anno fa, Lvmh era la società europea con la maggiore capitalizzazione in Borsa, un gigante inarrestabile del lusso che gli investitori guardavano con la fiducia che di solito si riserva ai beni rifugio, specialmente nei momenti di turbolenza dei mercati; da allora, il vento è cambiato e il colosso guidato dalla famiglia Arnault, azionista di maggioranza del Paris FC, appare oggi un'ombra di sé stessa.
Dal massimo storico raggiunto nel lusso del 2023, le azioni hanno subito un dimezzamento del loro valore, con gli investitori che si sono progressivamente allontanati da un titolo un tempo considerato un porto sicuro, un po' come il settore tecnologico negli Stati Uniti, dimostrando come le certezze del passato possano rivelarsi fragili davanti ai cambiamenti del ciclo economico e alle mutate abitudini di consumo.
Un primo semestre 2026 in utile, ma con ricavi in calo
A fare da contrappunto alla debolezza del titolo, sono arrivati i numeri del bilancio semestrale del gruppo, che hanno mostrato un quadro complesso ma non privo di elementi positivi.
Lvmh ha chiuso il primo semestre del 2026 con un fatturato di 38,6 miliardi di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre l'utile operativo si è attestato a 8,7 miliardi (-4%), con un margine operativo che si è mantenuto su livelli elevati, pari al 22,5%; la quota di utile netto di pertinenza del gruppo è stata di 5,7 miliardi di euro, un dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente, a testimonianza della capacità del gruppo di preservare la redditività nonostante un contesto di ricavi in contrazione.
Numeri che, se da un lato confermano le difficoltà del settore, dall'altro raccontano la storia di un'azienda che, pur nella tempesta, riesce a generare utili miliardari e a mantenere margini da primato.
Il settore del lusso guarda a una timida ripresa
La presentazione dei risultati del secondo trimestre del 2026, tradizionalmente associata alla fine di luglio, ha portato con sé segnali che gli analisti hanno interpretato come i primi, timidi indizi di una ripresa per il comparto del lusso.
Lunedì scorso, Lvmh ha riportato una crescita organica dell'1%, un dato che, pur nella sua esiguità, ha interrotto una serie di dati negativi; se il gruppo non ha rilasciato i dati dettagliati dei diversi brand, ha comunque sottolineato la buona performance di Dior, che ha beneficiato dell'arrivo nei negozi dei primi pezzi disegnati dal nuovo direttore creativo Jonathan Anderson, con la cfo Cécile Cabanis che ha parlato di una crescita a doppia cifra negli Stati Uniti.
Un segnale importante, che arriva in un momento in cui i colossi del lusso, dopo un periodo di appannamento, cercano di riconquistare la fiducia del mercato puntando su esperienze ed emozioni per riaccendere la voglia di lusso dei consumatori.
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