Levante, a Sanremo 2026 canta la tenerezza dell'incomunicabilità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Torna sul palco dell’Ariston, che pure ha già calcato in due occasioni precedenti, con un bagaglio di esperienze umane e artistiche che ne hanno rimodellato la prospettiva. Levante, il cui vero nome è Claudia Lagona, si presenta a Sanremo 2026 con “Sei tu”, una ballad che scava nelle pieghe più intricate della comunicazione emotiva, di quel desiderio di amore che spesso stenta a trovare le parole per manifestarsi. In un confronto con il Corriere della Sera, la cantautrice ha tracciato un solco netto tra la sua partecipazione del 2023 e l’imminente esibizione, sottolineando come il percorso personale abbia influito profondamente sulla sua arte. Allora, reduce da un periodo di depressione post partum, scelse di portare con sé l’intera famiglia, trasformando la presenza in gara in un sostegno concreto; quest’anno, invece, affronterà il palcoscenico in solitudine, mentre sua figlia, definita “un viaggio bellissimo”, rimarrà a casa, segno di una ritrovata autonomia e di una diversa fase di vita.

Il nuovo album e la ricerca sull'amore

L’appuntamento sanremese non costituisce un evento isolato, ma si inserisce in un discorso artistico più ampio che troverà compimento nella pubblicazione del suo sesto album. Un progetto, questo, che la vede impegnata da tempo in una meticolosa indagine sul sentimento amoroso, svincolato da qualsiasi forma di idealizzazione o sconto. “Il tema dell’amore mi era ben chiaro sin dall’inizio”, ha spiegato Levante, precisando di essersi dedicata a letture semiologiche e filosofiche per approfondirne le sfumature. Una preparazione che si è tradotta in un’esplorazione sonora, come dimostra l’uscita del singolo “Sono blu”, quarto estratto che anticipa il disco. Il brano, caratterizzato da un’atmosfera notturna e da arrangiamenti elettronici, segna una svolta produttiva verso territori più sperimentali, mostrandone il lato più libero.

La svolta sonora e il ruolo di storyteller

“Sei tu”, il brano in gara, si posiziona però su un registro differente, più intimo e sospeso. La cantautrice lo descrive come una canzone che tratta l’incomunicabilità “in maniera tenera”, un pezzo che “si muove sulle punte”. In esso, Levante dichiara di assumere quasi le vesti di una “storyteller esterna”, osservando e narrando una difficoltà che non le appartiene in prima persona, dato il suo carattere istintivo e “di fuoco”. Questo approccio narrativo, distaccato ma partecipe, conferisce al testo una profondità particolare, trasformando una constatazione di incomunicabilità in un racconto delicato e universale. Il cuore del messaggio è affidato alle parole, mentre il visivo del progetto troverà espressione attraverso una serie di video, a completare un percorso multimediale concepito con cura.

Un palcoscenico diverso e il tifo per una collega

Il confronto con il passato recente è inevitabile e Levante non lo evita, ricordando come tre anni fa la depressione post partum avesse colorato di toni grigi la sua esperienza sanremese. Oggi, con un equilibrio ritrovato, guarda alla kermesse con occhi diversi, pronta a sostenere anche una collega come Serena Brancale, verso cui ha espresso il suo tifo. La sua presenza in gara assume dunque i contorni di una restituzione, di un ritorno a se stessa dopo un periodo di trasformazione. Senza famiglia al seguito e con una nuova consapevolezza artistica, l’artista si appresta a offrire al pubblico di Sanremo 2026 un frammento della sua ricerca più intima, dove la complessità dei sentimenti non viene risolta, ma accarezzata con la delicatezza di una melodia.

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