Levante su Sanremo e Eurovision: «Non parteciperei, c’è di mezzo un Paese che ha creato drammi giganteschi»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’attesa per il palco dell’Ariston inizia a farsi più concreta, Levante, al secolo Claudia Lagona, delinea il percorso artistico e umano che la riporterà in gara. Con il brano Sei tu, la cantautrice siciliana intende esplorare quella zona d’ombra emotiva in cui l’amore fatica a trovare le parole per esprimersi, una tematica che percorre come un filo rosso l’intero album Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza, in uscita nei prossimi mesi. L’opera, come ha spiegato, nasce da un’indagine sulle macerie dei sentimenti e sulla domanda se esista ancora «colla» per ricomporre i frammenti di sé. Un lavoro carnale, quindi, che al Festival ambisce a scavare nelle profondità delle relazioni, lontano da qualsiasi retorica superficiale.
Una posizione netta sull'Eurovision
Oltre a parlare della propria musica, Levante ha espresso, con una chiarezza che non ammette fraintendimenti, la sua posizione riguardo all’Eurovision Song Contest. La vittoria di Sanremo, com’è noto, comporta di norma l’invito a rappresentare l’Italia nella kermesse europea; per l’artista, però, si tratterebbe di un onere che non intende assumersi. «Se vincessi il Festival, non parteciperei all’Eurovision», ha dichiarato senza mezzi termini, motivando la scelta con una precisa obiezione di carattere politico. Ha infatti aggiunto che alla base del suo rifiuto c’è la presenza, nel contesto della manifestazione, di «un Paese che ha creato drammi giganteschi», un riferimento a Israele che non ha lasciato spazio a interpretazioni.
Il contesto di una scelta
La presa di posizione di Levante si inserisce in un dibattito ampio e spesso polarizzato, che vede da tempo la partecipazione israeliana all’Eurovision al centro di polemiche, soprattutto in relazione alle vicende mediorientali. L’artista, evitando ogni tipo di ambiguità, ha scelto di ancorare la sua decisione a una valutazione etica, separandola nettamente dall’esperienza artistica di Sanremo. Questo approccio, per quanto personale, solleva interrogativi sul ruolo dei contenitori culturali di massa e sulle loro inevitabili implicazioni, soprattutto in periodi di forte tensione internazionale, come quello che caratterizza l’attuale scenario globale con Donald Trump nuovamente alla guida degli Stati Uniti.
Progetti futuri tra musica e cinema
Il suo 2026, del resto, si prospetta intenso e multiforme, non limitato alla sola esperienza sanremese. Dopo il Festival e la pubblicazione dell’album, è infatti previsto un tour che porterà i nuovi brano nei club, a sottolineare la ricerca di una prossimità diretta con il pubblico. Parallelamente, Levante si cimenterà anche nel cinema, partecipando al film Invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro, dove interpreterà la moglie di chi cattura il super latitante. Un ruolo, questo, che contribuisce a dare una dimensione intima e privata a una storia altrimenti dominata dall’azione giudiziaria, mostrando come l’artista sia impegnata a indagare la complessità umana anche attraverso linguaggi differenti.




