Sanremo, il bacio tra Levante e Gaia e quella inquadratura che si allarga
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quarta serata del Festival di Sanremo, quella dedicata alle cover e ai duetti, ha regalato un momento destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva di questa edizione, un gesto che, volutamente o meno, la regia televisiva ha prima sfumato e poi, di fatto, omesso, innescando un dibattito acceso e immediato. Sul palco dell’Ariston, Levante e Gaia, quest’ultima in gara tra i Big, hanno proposto una versione graffiante e intensa de “I maschi”, il celebre brano che Gianna Nannini lanciò nel lontano 1987, un pezzo che già nel testo evoca una certa ambiguità e un ribaltamento di ruoli. Le due artiste, una avvolta in un abito nero dall’appeal rock e l’altra in un raffinato vestito color panna, hanno costruito l’esibizione su una complicità palpabile, fatta di sguardi che si cercavano, di movimenti sinuosi e di una progressiva riduzione delle distanze fisiche che ha reso l’atmosfera carica di tensione e autentica sensualità. È stato un crescendo, un Corpo a corpo vocale e scenico, che ha letteralmente ipnotizzato la platea e il pubblico da casa.
Proprio nel momento clou, quando le loro labbra si sono incontrate in un bacio che suggellava l’intera performance, l’inquadratura, sino a quel momento piuttosto stretta sulle due, ha subito un repentino cambiamento, allargandosi a inquadrare il palco nella sua interezza. Un movimento di macchina che, se per alcuni può essere parso un normale stacco di regia, per la stragrande maggioranza degli spettatori e per i commentatori social ha avuto il sapore inequivocabile di una scelta precisa, se non addirittura di una censura. Il bacio, infatti, non è stato trasmesso in diretta televisiva, o almeno non nella sua completezza e nel suo significato più intimo, lasciando i telespettatori con l’immagine sfocata di un abbraccio finale che si consumava lontano dagli obiettivi. In molti, su piattaforme come X, hanno subito notato lo strano tempismo della regia, postando messaggi di dissenso e ironizzando sull’accaduto, con frasi come “maledetti, la regia ha allargato preventivamente l’inquadratura” o “è partito il limone, ma non si vede”, sottolineando come l’attimo fosse stato volutamente oscurato.
Mentre il web si infiammava e si divideva tra chi parlava apertamente di omofobia e chi invece minimizzava l’episodio come una semplice coincidenza tecnica, sul palco l’atmosfera era ben diversa. I conduttori, Carlo Conti e Laura Pausini, sono rientrati in scena tra gli applausi scroscianti del pubblico dell’Ariston, un pubblico che il bacio lo aveva visto eccome. Pausini, con un sorriso che lasciava poco spazio all’interpretazione, ha commentato: “C’è dell’amore qui”, una frase che, nella sua semplicità, ha sancito la bellezza e la naturalezza del gesto, sdrammatizzando e, al contempo, elevandolo a espressione autentica di un sentimento artistico e umano. Conti, dal canto suo, si è limitato a consegnare i fiori di rito alle due artiste, con Gaia che, scherzando sul suo successo sanremese dell’anno precedente, ha risposto alle battute del conduttore, mostrando come dietro le quinte la questione del bacio fosse vissuta con assoluta leggerezza e ironia.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco della polemica è intervenuta, come spesso accade, Selvaggia Lucarelli. La giornalista, con un tweet diventato rapidamente virale, ha commentato la scelta della regia con il suo tipico sarcasmo, scrivendo: “Beh in effetti censurando un bacio tra due donne ci riporterete tutti ad arrivare vergini al matrimonio e a fare sei figli di cui tre si arruoleranno nell’esercito e tre - le femmine - in cucina col grembiule griffato ‘cibo italiano patrimonio Unesco’”. Una provocazione, la sua, volta a sottolineare l’anacronismo di una scelta che, nell’Italia del 2026, appare più come un boomerang mediatico che come un’efficace operazione di tutela del pudore. Perché, come ha osservato la stessa Lucarelli, probabilmente il bacio tra due donne avrebbe fatto molto meno discutere se fosse stato semplicemente mostrato; la decisione di non inquadrarlo, invece, gli ha conferito una risonanza enorme, facendolo diventare, paradossalmente, l’argomento principale della serata. E così, al di là delle intenzioni della regia, l’attenzione si è spostata dalla qualità dell’esecuzione vocale e dell’arrangiamento del brano di Nannini al dibattito sulla presunta censura e sul significato politico e sociale di un gesto tanto semplice quanto ancora, evidentemente, capace di creare imbarazzo in certi contesti.
La scelta di non inquadrare e il ritorno dell’attenzione sulle artiste
Nonostante la polemica, o forse anche grazie a essa, l’attenzione si è nuovamente concentrata sulle due protagoniste di questo piccolo caso. Levante, che aveva scelto proprio il palco di Sanremo per lanciare un messaggio di libertà e di forza, e Gaia, che con la sua voce e la sua presenza scenica ha dimostrato ancora una volta di essere un’artista completa e matura. La loro esibizione, al netto del polverone sollevato dalla questione tecnica, è stata ampiamente lodata per la qualità vocale e per l’intesa perfetta che si è creata tra loro, un’alchimia rara che ha saputo trasformare un omaggio a una grande della musica italiana in qualcosa di nuovo e personale. E forse, a ben guardare, è proprio questo il punto: un bacio che doveva passare in secondo piano rispetto alla musica, alla fine, ha riportato tutti a parlare della musica e della forza espressiva di due donne sul palco, dimostrando che certe energie, quando sono autentiche, non possono essere relegate ai margini dell’inquadratura.




