La rabbia di Gassmann per Morandi a Sanremo, il bacio tra Gaia e Levante e la smentita della Rai sulla censura
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo, quella del ritorno di Carlo Conti alla guida della kermesse, sta viaggiando via tra i binari consueti fatti di musica, classifica e ospitate, ma non è immune da quelle scosse di polemica che, ormai da anni, rappresentano un carburante essenziale per il dibattito social e non solo. Due, in particolare, sono i fronti caldi emersi nel corso della serata dedicata alle cover, quella del venerdì che tradizionalmente movimenta il copione del Festival con duetti e sorprese. Da un lato, un acceso sfogo affidato ai canali social da Alessandro Gassmann, padre di uno dei giovani cantanti in gara, Leo Gassmann; dall'altro, il caso di un bacio tra due artiste, Levante e Gaia, finito al centro dell'attenzione per un'improvvisa e, secondo molti, sospetta scelta di regia che ne avrebbe evitato la ripresa in primo piano, costringendo la Rai a una rapida precisazione per smentire ogni intenzione censoria. Sono due episodi distinti, questi, che però gettano una luce interessante sui meccanismi di opportunità, regolamento e messa in scena che regolano la macchina sanremese.
Il cognome pesa: la stoccata di Gassmann a Morandi e alla Rai
A innescare la prima miccia è stata la comparsa sul palco dell'Ariston di Gianni Morandi, accorso a sostenere il figlio Tredici Pietro, in gara tra i Big, nell'esecuzione del brano Vita, quel celebre pezzo che il cantante di Monghidoro incise con Lucio Dalla. Un momento di televisione familiare e commovente, con Morandi padre visibilmente emozionato, che però ha scatenato l'immediata reazione di Alessandro Gassmann. L'attore, infatti, ha utilizzato il suo profilo Instagram per esprimere tutto il suo disappunto, non tanto per la qualità dell'esibizione, quanto per quella che ha percepito come una palese disparità di trattamento. Il ragionamento di Gassmann, espresso con il consueto lessico diretto e senza giri di parole, parte da un precedente personale che lo vede direttamente coinvolto: all'attore, che è padre di Leo Gassmann, sarebbe stato impedito di accedere al Festival per presentare la sua nuova serie tv, Guerrieri, in partenza su Rai1 nei giorni immediatamente successivi alla kermesse. La motivazione ufficiale, stando a quanto riferito da Gassmann, sarebbe stata proprio la sua relazione di parentela con un concorrente in gara, una norma, l'ha definita lui, "senza senso", volta a evitare commistioni promozionali.
L'arrivo di Morandi sul palco accanto al figlio ha rappresentato, agli occhi dell'attore, la prova lampante di un'applicazione a geometria variabile del regolamento, un sistema in cui il peso specifico del cognome e l'autorevolezza dell'artista finiscono per fare la differenza. Se a lui, per promuovere un prodotto televisivo, è stato opposto un veto, a Gianni Morandi, invece, è stato concesso di partecipare attivamente alla competizione, seppur in veste di ospite d'onore, spostando l'attenzione mediatica sulla propria famiglia. «Quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al Festival», ha scritto Gassmann, per poi aggiungere un laconico e amaro «Sti c***i, regole NON uguali per tutti», un commento che fotografa la frustrazione per un diniego subito e che ora, davanti all'evidenza dell'esibizione di Morandi, gli appare come un'ingiustizia. L'attore, che pure si è detto d'accordo sull'inutilità della norma, ne ha contestato l'interpretazione discrezionale, trasformando una potenziale polemica familiare in una questione più ampia che interroga l'organizzazione del Festival e la coerenza delle sue scelte.
Bacio sfumato: il caso Levante-Gaia e la versione del regista
Se la rabbia di Gassmann ha infiammato i social per il suo contenuto di denuncia, un altro episodio ha catalizzato l'attenzione del pubblico in sala e a casa, sollevando interrogativi di segno completamente diverso. Durante l'esibizione di Levante, che per la serata delle cover ha duettato con Gaia interpretando I maschi di Gianna Nannini, il momento clou è stato rappresentato da un bacio scambiato dalle due artiste sul palco al termine del brano. Un gesto che, sulla carta, avrebbe dovuto rappresentare il naturale coronamento di una performance giocata sull'ammiccamento e sulla complicità. Eppure, per chi guardava la diretta televisiva, l'attimo è letteralmente svanito: la regia ha operato uno stacco improvviso, allargando il campo con un'inquadratura dall'alto e sfumando il contatto tra le due, per poi tornare subito dopo su di loro mentre si abbracciavano. Un attimo, forse volutamente mancato, che ha scatenato la reazione immediata degli utenti sui social network, pronti a gridare alla censura da parte dell'azienda pubblica.
La discussione, come spesso accade, si è rapidamente amplificata, costringendo la Rai a una presa di posizione per chiarire la dinamica. È intervenuto, tramite una breve nota all'ANSA, il regista del Festival, Maurizio Pagnussat, il quale ha categoricamente escluso qualsiasi volontà di oscurare il bacio tra Levante e Gaia. La spiegazione fornita dal professionista è di natura squisitamente tecnica: lo stacco di camera, ha argomentato, non sarebbe stato dettato da motivazioni censorie, ma dalla necessità di rispettare i tempi e le procedure del "cambio di palco", un'operazione che richiede di allargare la visuale per inquadrare la scenografia e preparare l'ingresso degli artisti successivi. «Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l'avessero fatto un attimo prima», ha dichiarato Pagnussat, suggerendo che la tempistica del bacio, avvenuto in un momento di transizione tecnica piuttosto che al culmine dell'esibizione, ne abbia di fatto impedito la ripresa in primo piano, senza che dietro si celasse alcuna direttiva aziendale. Una smentita secca, dunque, che prova a ricondurre la polemica nell'alveo di un disguido organizzativo.




